Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
30 Jun
Quanto sono belli gli Hippocampus? Anzi…forse potrebbero non piacere a tutti dal punto di vista puramente estetico…sono “fatti strani” soprattutto in paragone alla forma classica del pesce…
E sono sempre pesci marini e sappiamo quanto questi possano essere colorati, però i cavallucci marini hanno sempre avuto un fascino particolare. Le loro forme ricordano sia i cavalli terrestri sia i draghi, hanno un modo di nuotare tutto loro, particolare, se vogliamo “sfortunato” perchè lento e debole, però la loro grazia è indiscutibile.
Vederli nei nostri mari è ormai una rarità, non impossibile, ma realmente difficile soprattutto in snorkeling, ma chi ha avuto questa fortuna credo che lo ricorderà per tutta la vita!
Per fortuna ci vengono in aiuto gli acquari pubblici, come il Parco Oltremare di Riccione, che festeggia la nascita di tanti piccoli cavallucci marini! ![]()
Il miglior modo di ammirare quest’insoliti pesci è proprio negli acquari pubblici e mi raccomando di non provare ad ospitarli in acquari casalinghi, perchè non è impossibile ma è sicuramente uno dei pesci più difficili da allevare!!!
E’ difficile riprodurli in cattività, ma è anche difficoltoso il solo farli vivere a lungo, impossibile poi negli acquari marini di barriera per via della forte corrente alla quale non sono in grado di resistere.
Sono pesci da acque calme, quasi ferme, e passano la vita nascosti fra le alghe.
Il problema principale risiede nell’alimentazione, tanto che in acquari di piccole dimensioni, come quelli di casa, l’unico modo è somministrare frequentemente naupli di artemia in grande quantità.
L’allevamento e quindi la riproduzione in cattività dei cavallucci marini è il mio grande sogno, insieme ai pesci ago sono un pallino che ho fin da ragazzo, ma dopo un primo tentativo di allevamento e conseguenti morti nel giro di qualche mese, documentatomi negli anni, ho lasciato questo sogno nel cassetto, sicuro che prima o poi si realizzeranno le condizioni ideali per realizzarlo!!! In pratica serve SPAZIO, cosa che a Roma non è facile…spero sempre nella prossima casa!
23 Jun
18 Jun
Esiste la possibilità di integrare la quantità di carbonio a disposizione delle piante in acquario, attraverso l’utilizzo di alcuni prodotti chimici venduti da aziende acquariologiche.
La normale fonte di Co2 in acquario sono gli impianti con bombola di varie dimensioni (mediamente fra i 500 gr. e i 2 kg), con regolatore di pressione e manometro, magari valvola a spillo e poi diffusore o atomizzatore per mandare in soluzione la maggior quantità possibile di anidride carbonica.
Ci sono però prodotti che integrano il carbonio organico, sono liquidi da aggiungere periodicamente all’acquario ANCHE in aggiunta alla Co2 gassosa, come il Carbon Plus della Azoo e il Seachem Excel (quello dell’Azoo costa decisamente meno. Magari chi è proprio affezionato a Seachem può trovarlo all’estero e risparmiare qualche euro).
Questi prodotti non contengono fostati o nitrati e, dai feedback letti in Rete, sembra che entrambi funzionino bene, sempre che s’impari a dosarli bene…un po’ come tutte le linee più spinte per la fertilizzazione delle piante acquatiche.
Concludo chiedendo a quanti hanno avuto esperienze con questo tipo di prodotti per la fertilizzazione, o inizieranno a breve l’esperienza, di scrivere qualche commento utile per tutti non tanto ad approfondire la parte chimica, ostica ai più, quanto a valutare vantaggi, svantaggi, pericoli che comportano nell’utilizzo reale.
Infatti al momento ancora non ho mai testato questi prodotti, penso di cominciare in uno dei piccoli acquari in bagno nel mese di settembre prossimo.