Acquariando: pesci in acquario dal 1997

Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico

Stiphodon atropurpureus

Stiphodon-atropurpureusAlcune settimane fa son passato casualmente dal mitico Ruben (zona Cola di Rienzo, Roma) e ho trovato (e quindi comprato) 2 simpaticissimi gobidi d’acqua dolce, degli Stiphodon, credo in particolare siano degli “atropurpureus”, ma la classificazione non riesco a farla finchè non prendono il colore blu in modo evidente… e dovrebbero prenderlo perchè in negozio almeno un minimo di blu c’era… staremo a vedere.
Qui a sinistra una foto di uno dei 2 scattata con l’iPhone, al volo… ne seguiranno di migliori ;-)

Ho trovato qualche informazione online, e ho scoperto che

  • sono erbivori/alghivori, e quindi è necessario fornire loro cibo a base vegetale. Ad esempio come minimo tramite pastiglie da fondo vegetali, spirulina, ecc. o ancora meglio tramite sassi (lisci) sui quali si è fatto crescere uno strato algale. Si possono mettere per alcuni giorni in una bacinella sotto la luce diretta del sole e, ciclicamente, introdurne una in acquario. Oppure avere in acquario i suddetti sassi, con una discreta fonte luminosa (meglio quella del sole) così che direttamente in vasca cresca il cibo, minimizzando il rischio di portare organismi indesiderati, parassiti, ecc.
  • preferiscono acqua turbolenta, comunque molto ossigenata.
  • la loro riproduzione è veramente difficile… forse impossibile, perchè sembra debbano nascere in acqua salata… ma devo approfondire.
    E questo chiaramente mi dispiace, ma vedremo in seguito se questi 2 “tipi lunghi” almeno si accoppieranno, già sarebbe un successo :-)

Qui sotto un video  NON MIO:  lo inserisco perchè si vedono bene, mentre nel mio acquario sono quasi sempre nascosti nella vegetazione e generalmente poco mobili. :-(
Molto interessante la “pasta verde” attaccata quella roccia… come si legge nella pagina del video su Youtube è fatta appositamente dal proprietario della vasca e dei pesci, mischiando diversi materiali: alga chorella, alga spirulina, alghe marine liquide (???), albume (il bianco dell’uovo) e gelatina (e anche un po’ d’acqua dolce).

acquario marino (acqua salata) e acquario d'acqua dolceAllestiamo insieme un acquario marino tropicale semplice, adatto a chi non ha esperienza con l’acqua salata, e magari ha già avuto un acquario d’acqua dolce? Cos’è veramente necessario e cos’è un optional, un accessorio che aiuta la gestione dell’acquario ma non è fondamentale?
Quanto scrivo sono chiaramente considerazioni personali, non esistono regole o limiti o soluzioni infallibili.

Necessari

  1. conoscenza
    Una minima infarinata di nozioni a 360° sull’ambiente acquatico che vogliamo riprodurre in acquario, quindi serve almeno un libro dedicato agli acquari marini e di recente pubblicazione, ad esempio “ABC dell’acquario marino di barriera”, di Alessandro Rovero
  2. metodo
    Scegliamo un metodo di conduzione, ne esistono diversi e sposarne uno aiuta a seguire una strada già percorsa e conosciuta
  3. pazienza
    Se pensate di averne sviluppata con l’esperienza come acquariofili d’acqua dolce, moltiplicate il fabbisogno almeno per 4!
  4. acquario
    Minimo 80 litri, 200 è l’ideale per cominciare senza troppe limitazioni, ma contenendo la spesa.
    Senza problemi di denaro meglio orientarsi sui 400 litri. Sempre meglio con un pozzetto di tracimazione che offra quindi la possibilità di una vasca “tecnica” posta nel mobile sotto l’acquario (chiamata SUMP). In alternativa si possono avere i tubi che passano esternamente.
  5. luce
    Chiuso o aperto l’acquario deve essere bene illuminato. Semplificando: se rimaniamo su 1 watt per litro possiamo tenere praticamente qualsiasi corallo, mentre dobbiamo evitare di scendere sotto 0,5 watt per litro.
  6. movimento interno
    Serve almeno una pompa di movimento per lasciare meno zone possibili con acqua ferma. Diciamo una pompa che smuova dalle 10 alle 25 volte il volume d’acqua dell’acquario, possibilmente con getto largo/aperto, cioè poco concentrato (acquario 100 litri, pompa interna da almeno 1000 litri orari). Più è largo il getto maggiore deve essere la potenza della pompa… ma migliore sarà il risultato!
  7. riscaldatore
    A meno di voler fare un acquario mediterraneo… è necessario riscaldare l’acqua per mantenerla intorno ai 25° anche d’inverno. Mediamente si usa 1 watt per litro, meglio comunque qualche watt in più che in meno. Così come è meglio avere un secondo riscaldatore d’emergenza settato ad esempio ad 1° sotto al principale. ;-)
  8. ciabatte con diversi timer
  9. acqua d’osmosi, fatta in casa o acquistata dal negoziante
  10. sale, non quello da cucina ma sale ad uso acquariologico, dedicato quindi ad essere usato in un acquario tropicale
  11. densimetro (meglio ottico) o rifrattometro, per valutare la densità dell’acqua
  12. integratori chimici, variabili a seconda di metodo e animali ospitati, servono per la manutenzione dell’acquario in modo da mantenere stabili i paramentri inizialmente stabiliti dal sale sciolto in acqua, e che si modificheranno con lo svolgersi della vita in acquario.

Optional

  1. SUMP (con pompa di risalita)
    E’ la vasca tecnica, quella che usualmente si trova sotto l’acquario (può trovarsi anche di lato, in USA spesso si trova al piano di sotto o in una stanza accanto dedicata!).
    Più è grande e meglio è, perchè si può dividere in vari scomparti: vasca di rabbocco (e cambi parziali), refugium, filtrazione chimica e/o meccanica.
    E’ comodo averla, perchè ci permette di gestire degli accessori senza che si vedano nell’acquario… e senza sentirne il rumore (o almeno limitandolo molto)
  2. schiumatoio
    Per molti è un MUST, su questo si fonda praticamente il metodo berline, però non è strettamente necessario, anche se aiuta molto averlo per tenere sotto limitati i nutrienti disciolti in acqua (nitrati e in minor parte i fosfati)
  3. al posto delle semplici ciabatte, quadro elettrico con prese timerizzate, salvavita dedicato e magari anche UPS di sicurezza per i black-out
  4. filtro a letto fluido
    Utilizzabile per contenere carbone attivo, zeolite contro nitrati e fosfati, oppure resine antifosfati.
  5. luce lunare
    bastano pochi watt di luce blu per un gradevole effetto estetico durante le ore notturne. Per alcune specie animali è un elemento che limita lo stress
  6. lampada sterilizzatrice UV
    limita i problemi legati ad alcune famiglie di batteri, comprese alcune malattie
  7. reattore di kalkwasser
    Controlla l’alcalinità (KH) e quindi stabilizza il PH
  8. reattore di calcio (e relativa bombola per la co2)
    Mantiene elevato il calcio in acquario, così da tenerlo sempre su valori superiori a 400, valore fondamentale per il processo di calcificazione di tutti i coralli duri (LPS ed SPS, ma anche per le famose e stupende Tridacne)
  9. test chimici (no2, no3, po4, kh, ph, ecc.), per monitorare le caratteristiche chimiche dell’acqua ne loro mutamento in conseguenza della gestione dell’acquario
  10. raffreddamento estivo
    Ventole di raffreddamento (quindi maggiore evaporazione) o refrigeratore dedicato all’acquario

Se ho dimenticato qualcosa… commentate così rimetto mano al testo. ;-)

Termino il post con un singolo “esempio” di acquario con poca tecnica.

Dinoflagellati, e non cianobatteri

alghe marroni? Dinoflagellati! (non è il mio acquario, solo una foto di esempio trovata online)Cosa sono i DINOFLAGELLATI, perchè mi son comparsi nell’acquario marino da un paio di settimane e soprattutto come possono essere contenuti e magari eliminati completamente?
Partiamo dalla lettura di WikiPedia che fa sempre piacere, comprendendo che sono Protisti fotosintetici, per poi magari prendere il compagno di tanti problemi, il libro ALGHE di Sprung, per poi passare a leggerci un po’ di post in vari forum…
Hanno soprattutto un proprietà TREMENDA, la velocità di riproduzione: sono capaci di dividersi e quindi raddoppiare di numero in un secondo! In acquario quindi riescono a creare come delle ragnatele in meno di un minuto. Passi la mano per eleminarli, ripassi davanti all’acquario dopo 10 minuti e son sempre lì. :-(

Secondo Sprung praticamente “capitano”, e basta lasciare lì questi “dino” per vederli sparire lentamente… se proprio vogliamo un po’ di carbone attivo,  il controllo dei valori di PH (quindi ossigeno) e  alcalinità (quindi KH), qualche ora di luce in meno (sono fotosintetici).
Ma non credo che sia così facile rimanere a guardare gli animali che soffrono sotto questo sottile strato “mucillaginoso” di colore marrone.
Il mio KH è a 6.0, quindi una spintarella in alto non gli farà male: ho quindi cominciato ad aggiungere un po’ di KH buffer della KENT, continuerò ogni giorno fino a KH=10.
Lo schiumatoio è sempre in funzione, quindi dubito ci siano problemi di ossigeno in soluzione. Corrente ce n’è molta, si vede ad occhio e basta spostare di poco la 3000 l/h o anche la panciuta Tunze 6025 da 2600 l/h, per smuovere sabbia in abbondanza!

Potrebbero essere i SILICATI o i FOSFATI? Perchè sono 2 valori che non ho mai voluto controllare per tenermi lontano dallo “stress da valori” che ho avuto con il precedente acquario marino tropicale. Questo dovrebbe essere EASY, cioè portato avanti senza l’obiettivo di avere l’acqua poverissima di fasfati o nitrati, ma se però mi devono crescere delle alghe o cose simili sui coralli iniziano a girarmi le scatole! Al momento sembra ne stiano soffrendo la piccola tale di 3 SPS che, coprendosi di brutti filamenti marroni, inizia a presentare delle zone schiarite/morte.
Ed anche la Sinularia è chiusa ormai da giorni e giorni, nonostante sia in un punto di buona corrente è coperta sempre da uno strato di dinoflagellati, seppure sottile, ma che ricresce instancabilmente dopo ogni “svantagliata” della pompa o della mia mano.

Rimedi indicati in giro per i Forum:

  • spruzzarli con una siringa, con la soluzione di KH buffer
  • spruzzarli con l’acqua ossigenata
  • aggiunge un OXIDATOR (ossidatore)
  • aggiungere acqua ossigenata (10ml di a 10 volumi ogni 100 litri di acqua) ogni giorno (ma per quanti giorni? fino a che spariscono o bisogna interropere prima per non immetterne troppa?)
  • aggiungere carbone attivo
  • aggiungere resine anti-silicati e magari anche antifosfati se i valori sono medio-alti

Dato che ho un reattore caricato a ZEOLITE mai usato… accendo quello, aggiungo acqua ossigenata, riduco da 11 a 9 ore il fotoperiodo e, appena riesco a comprarlo, inserisco carbone attivo che non metto in vasca da 3 settimane.

Chiaramente tengo aggiornata la situazione, perchè sul Web ho visto che, purtroppo, è pieno di messagi con richieste di aiuto su come eliminare i dinoflagellati e pochissime su esperienze di successo. E’ anche vero che” ogni vasca è storia a sè“, ma qualche report di successi farebbe piacere leggerlo!

AGGIORNAMENTO a GIUGNO 2011: con il passare dei mesi sono andati via, sostituiti a tratti dai più conosciuti (e rossastri) cianobatteri. Sicuramente ha contribuito l’aumento dell’ossigeno disciolto in acquario (tramite oxydator) e del movimento interno, sia come potenza sia come aumento del periodo in cui le 2 pompe interne funzionano insieme. In pratica ora il movimento è alternato solo per 30 minuti ogni 120 minuti.

Iscriviti alla NEWSLETTER, scrivi il tuo indirizzo EMAIL:

Fornito da FeedBurner

Archivi

Cerca nel BLOG