Filtro esterno per acquario, guida al montaggio e alla manutenzione

Filtro esterno per acquario, della ASKOLLIl filtro esterno: come installare e manutenere un filtro per acquari esterno.
Parleremo principalmente di acquari d’acqua dolce ma le cose che diremo sono valide al 90% anche per i marini, infatti non è escluso che magari un acquario marino possa utilizzare la filtrazione biologica e meccanica offerta da un filtro esterno per acquari.

Il filtro esterno va prima di tutto “riempito” dei materiali adatti, seguendo le istruzioni riportate dalla casa, perché è fatto sempre a scomparti con ruoli specifici, perchè l’acqua segua un certo ordine in cui verranno attraversati i materiali, e tutto questo cambia da filtro a filtro.
Va riempito con cannolicchi (filtrazione biologica) almeno per metà dello spazio, spesso, poi il resto con spugna e lana di perlon (filtrazione meccanica). Ricordo che l’ordine in cui devono essere attraversati i materiali è il seguente: l’acqua deve passare prima dalla spugna, poi dalla lana e poi dai cannolicchi, per rientrare alla fine in acquario. Infatti i filtri esterni sono dotati di due tubazioni: un tubo di mandata e un tubo di scarico che collega l’acquario al filtro esterno
L’acqua viene aspirata da uno dei due, passa per il filtro per poi ritornare all’acquario dal tubo di mandata, dove arriva normalmente con un ugello posto leggermente al di sotto del pelo dell’acqua. Questo tubo dovrebbe essere orientato verso l’alto per smuovere leggermente la superficie dell’acqua, evitando quindi. che si formine sgradevoli patine sul pelo dell’acqua.

Praticamente il vano del filtro per acquario esterno andrà riempito con acqua dell’acquario, mi raccomando NON di rubinetto, e posizionati i 2 tubi in modo tale che l’acqua odia tutto il giro dell’acquario prima di aggiornare essere rimessa nel filtro esterno. Una volta riempito il filtro esterno e chiuso facendo attenzione che non esca acqua da nessuna parte, quindi che le guarnizioni sono al loro posto, si porta vicino all’acquario, si attacca ai due tubi (scarico + mandata).

Ogni filtro ha un suo sistema per l’innesco: alcuni sono autoinnescanti, cioè una volta collegati all’acquario  la pompa interna ha un sistema che fa si che riesca ad espellere l’aria in eccesso e quindi innescare la caduta dell’acqua per poi riportarla all’acquario dopo il passaggio forzato nel filtro
Faccio l’esempio del filtro che attualmente preferisco: nel Pratiko dell’ASKOLL c’è un pratico stantuffo che si muove in basso e verso l’alto, su e giù, aiutando ad espellere l’acqua ed evitandoci ad esempio di dover fare il classico “succhio” per innescare la caduta dell’acqua. È un sistema semplice e molto pratico, appunto, ed è abbinato poi al sistema di chiusura dei tubi senza bisogno di staccare fisicamente il filtro. Questa è una funzione molto comoda, come vedremo dopo per la manutenzione.

Pulire e mantenere un filtro esterno per acquari.
La manutenzione è sicuramente un’operazione che può essere facilitata scegliendo un filtro esterno che sia pratico, sviluppo con chiaro in mente non solo il funzionamento ma anche come verrà usato in fase di manutenzione, per facilitare le operazioni di manutenzione ordinaria e anche straordinaria.

Dopo aver fatto girare il filtro per un mese o due e, a seconda di cosa abbiamo in vasca,  quando pensiamo che possano essere sporche spugne e pezzi di lana, dovremo interrompere il flusso dell’acqua dall’acquario al filtro, staccare la spina elettrica (quindi spegniamo il filtro).
A questo punto dovremmo poter staccare i dubbi che collegano il filtro esterno senza fare una goccia d’acqua… o quasi, per la gioia di moglie e mamme. 🙂
Fatto questo prendiamo il filtro, lo portiamo in bagno (la cosa più comoda è fare questa operazione nella vasca da bagno e nella doccia) lo apriamo (alcuni filtri sono  veramente molto difficili da aprire… ma alla fine cedono, non desistete, ma neanche siate troppo violenti altrimenti la plastica può spaccarsi, specialmente in quelli più economici)  e per la pulizia ordinaria puliremo la spugna sotto l’acqua corrente. Ogni tanto sostituiremo la lana… a seconda di quanto riusciamo a pulirla. Riempiamo il vano del filtro esterno con l’acqua dell’acquario fino a riportarla a livello massimo consentito, richiamo tutto e riagganciamo il filtro al nostro acquario.

Nel caso invece della manutenzione straordinaria, quella che si fa ogni sei-otto mesi, potremmo pulire anche i cannoli… ma ATTENZIONE: i cannolicchi vanno sciacquati (non strofinare) solo con l’acqua dell’acquario!
Non si deve usare acqua corrente per non uccidere i batteri che loro contengono.
Quindi la pulizia straordinaria è semplicemente una pulizia ordinaria della spugna, con un cambio della della lana di perlon, e un risciacquo dei cannolicchi, in modo tale da eliminare quella fanghiglia che si forma sicuramente in mezzo a questo materiale. Già che ci siamo aspiriamo/puliamo anche il fondo del filtro esterno perché anche lì si va a raggrumare la poltiglia, lo schifo,  che poi è per la maggior parte escrementi di pesci e materiale vegetale in decomposizione.
Richiudiamo, riagganciamo all’acquario, riaccendiamo la pompa interna e POI riapriamo i condotti che portano l’acqua per caduta a riempire l’ultima parte del filtro esterno. Un po’ di aria è normale che venga immessa nel filtro ma la pompa dovrebbe riuscire ad espellerla in pochi minuti, così che il filtro torni a funzionare con un rumore minimo.

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