Fotografare l’acquario, mattinata magra…

Ho preso spunto dall’imminente termine per l’iscrizione all’AGA contest, il concorso per plantacquari forse più conosciuto al mondo (Aquatic Gardeners Association, si chiude il 15 settembre), per dedicare qualche ora di domenica mattina a fotografare l’acquario d’acqua dolce nel suo insieme, quindi niente primi piani “in posa” a pesci e gamberetti. 🙂

Mi sento quindi di condividere alcune considerazioni per facilitare anche le vostre foto:

  1. la sera del giorno prima, sabato, ho potato piante e piantine, tolto quasi tutte le foglioline gallegianti, e ripiantato gli steli buoni cercando di dare un aspetto “ordinato ma naturale” a quello che resta del mio acquario dopo la pausa estiva.
    PESSIMA decisione, andava fatto MOLTO prima, perchè le piante in poche ore non si riprendono certamente e appaiono poco naturali.
    Quindi meglio potare un week-end e fotografare quello successivo… se non quello ancora dopo, a seconda della “velocità” della vasca.
  2. come tutte le più belle foto che vedete in Internet, vanno tolti dall’acquario tubi, fili, riscaldatore e accessori vari. Senza accessori l’insieme acquisisce proporzioni diverse e chiaramente sembra un ambiente più naturale. Togliere il filtro però significa anche avere poi l’acqua ferma e il “pulviscolo” in acquario non va sottovalutato…questo è anche un ulteriore motivo per fare TUTTE le modifiche con largo anticipo e sifonare sempre tutto il sifonabile, cioè tutte le parti dove il sifone può essere introdotto (quelle prive di piante…in pratica)

    Spostare un tronco o un sassetto anche di pochi cm spesso smuove troppi sedimenti dal fondo. Questi sedimenti sono poco visibili con il filtro acceso, si muovono velocemente e quindi sembra di avere l’acqua limpida o quasi… mentre a filtro spento rimangono in sospensione!
    DOBBIAMO quindi averne il meno possibile, altrimenti in foto si vedrà e l’effetto è veramente brutto, rovina anche le livree dei pesci oltre a dare un senso diffuso di sporcizia.

  3. inclinazione della lampada e posizionamento: per fare le foto ho provato 2 posizioni molto differenti, invece di lasciare la lampada a sospensione, con 4 neon T5, al centro dell’acquario, cioè a metà della profondità e perfettamente orizzontale. Ho infatti scattato una serie di foto con la lampada tutta dietro e inclinata in avanti e poi tutta avanti inclinata verso il fondo dell’acquario. Le migliori alla fine sono state quelle nella seconda posizione, perchè i grossi Discus fanno la loro figura quando sono ben illuminati. 🙂

    Invece con la prima posizione l’ambiente aveva una luce più naturale, le ombre erano infatti un po’ più marcate e quindi i contrasti chiaro-scuro davano maggiore profondità all’insieme. Consiglio comunque di provare entrambi gli estremi, specialmente quando non si hanno pesci grandi, come avrei potuto fare io se avessi avuto solo il branco di Cardinali. Questi infatti hanno praticamente gli stessi colori sia che la luce li colpisca da davanti sia che invece abbia un inclinazione dal fondo dell’acquario, alle “spalle”.

  4. velocità o luce? Velocità significa avere pesci fermi, contorni nitidi, evitare il micromosso…ma avere foto più scure. Luce significa avere appunto foto più luminose ma con tempi di scatto più lenti i pesci appaiono facilmente mossi…

    Se scattate con una compatta, ottenendo solo file JPG, quindi già compressi, consiglio LUCE, se invece come me avete una reflex digitale che produce file RAW / NEF, allora meglio l’opzione VELOCITA’. Con una compatta senza gestione manuale dei parametri, provate a fotografare con il settaggio NOTTE o comunque il più adatto per condizioni di scarsa luminostià, così riprodurrete la scelta LUCE, ottenendo foto più luminose possibile.
    Con la Reflex, invece, dopo aver settato la sensibilità ISO che la vostra fotocamera si può permettere senza dare grana troppo visibile (quindi 200-400, difficilmente più di così…), possiamo anche scattare a velocità elevate, ottenendo foto un po’ sottoesposte, scure, ma che poi con Photoshop Camera Raw potremmo modificare a piacimento, riottenendo la giusta esposizione (o Picture Project o con altri programmi che convertono i RAW in file ritoccabili con programmi di fotoritocco).

    Avere invece la luce ottimale ma pesci mossi…con le scie e senza definizione, significa non poter recuperare questi dettagli. L’ideale, chiaramente, sarebbe avere abbastanza luce in acquario (e ben distribuita, altrimenti ci ritroviamo alcuni particolari più chiari bruciati) da poter scattare a 1/125 ottenendo foto luminose senza bisogno di ritocchi…
    Ecco quindi che passiamo al quinto punto

  5. la luce non è mai abbastanza: se volete belle foto…cercate di aumentare la luce che colpisce l’acquario. Le possibilità sono diverse, le 2 migliori a mio parere sono:
    seconda lampada (magari usata, anche brutta, o costruita “alla buona”) da lasciare nello sgabuzzino o su un secondo acquario…e montare su quello da fotografare al momento opportuno. Soluzione costosa, ma efficace al 100%. 🙂
    flash esterno con cavetto, montato su cavalletto…così da poterlo posizionare dove si vuole provando ad ottenere semplicemente più luce per l’insieme oppure effetti particolari come questo, ad esempio.
    Nell’eterno tentativo di contenere le spese…ho comprato un faretto alogeno da pochi euro e 150 watt. Produce una luce troppo calda, è difficile da posizionare, è una luce “puntiforme” quindi dove lo metti illumina e quindi crea un 20-30% di acquario illuminato in un modo e il resto in un altro.

    Sempre meglio che non averlo…penserete, invece è decisamente meglio lasciarlo al negozio e magari preferirgli un economicissimo flash esterno usato e relativo cavetto, anche da tenere in mano.

Fotografare un acquario

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