Mini acquari e l’approccio “EcoReef Zero”, da provare?

Il tempo per scrivere su Acquariando è sempre meno. La passione rimane, la curiosità per il mondo acquatico dentro i 5 vetri è sempre viva… ma il lavoro ciclicamente torna a mangiarsi tempo libero e soprattutto “spazio mentale”.
Mentre ComparaFinanza è diventato ComparaMeglio proprio a fine agosto, e quindi i miei sforzi negli ultimi mesi si sono concentrati sulle operazioni per il rebranding insieme alla pubblicazione di nuovi prodotti, questo blog ha vegetato… praticamente c’è stata più vita sul Gruppo di Facebook che qui dentro (siamo arrivati oltre i 740 iscritti!) 🙂

Anche se sono convinto di averne già scritto in passato, vi ripropongo un tema interessante: i mini acquari marini. La vera sfida è la difficoltà di mantenere la tempertura bassa durante l’estate, diciamo almeno sotto i 28°, contenendo nel frattempo l’evaporazione. Ma ormai i nanoreef sono una realtà… anche perchè non vivono tutti in un appartamento a Roma, dove la temperatura arriva tranquillamente a 34° durante i mesi di luglio e agosto.

ecoreef zero (nano marin aquarium)Quindi  linko un post con 5 mini acquari marini molto piccoli ed originali. Fra questi voglio sottolineare l’approccio minimalista di quello chiamato “EcoReef Zero”, allestito da Jake Adams. Un acquario piccolo, 16 litri totali, con la particolarità di ospitare un SINGOLO corallo. Unico compagno di questo un simpaticissimo Thor Amboniensis, quello che in USA chiamano “sexy shrimp” per via dei suoi “sculettamenti 🙂
L’approccio è la parte più interessante, in un mondo popolato da vasca super-colorate, super-popolate, soppalcate, dense si coralli e pesci e invertebrati e gamberetti e Tridacne e chi ne ha più ne metta… possibilmente stipati in meno litri possibili. Qui invece l’attenzione è tutta per un corallo (la scelta è caduta casualmente sul corallo che più mi piace… anche se è chiaramente una questione di gusti: la Catalaphillya).
E’ anche vero però che una piccola corrente “minimalista” c’è sempre stata… come si può vedere da qualche foto qui su un forum americano… però niente di paragonabile appunto a questo “ecoreef zero”, in fondo son sempre americani. 😉

La difficoltà dopo l’allestimento è sicuramente quella di non aggiungere altri coralli… appunto per colpa di una delle tentazioni più comuni agli acquariofilia marini, quella specie di tendenza al collezionismo che ci posta sempre a guardare l’acquario alla ricerca di spazi non utilizzati dove inserire un nuovo ospite… inutile negarlo!

In questo piccolo acquario, dotato solo di luce, filtro interno e quindi senza neanche una pompa di movimento, ha inserito appunto solo questo corallo, illuminato da una piccola plafoniera (mi sembra sia a LED). La manutenzione è ridotta al minimo, come in ogni buon nano-acquario marino veramente minimalista: copiosi e frequenti cambi dell’acqua, anche il 100%, chiaramente con acqua preparata MOLTO BENE (salinità e temperatura soprattutto devono essere più simili possibili all’acqua eliminata nel cambio).
Cibo minimo somministrato al corallo, che userà principalmente le zooxantelle che vivono nei suoi tessuti per vivere. Eventualmente si possono aggiungere qualche artemia o uova decorticate una volta a settimana, 2 giorni prima del cambio dell’acqua, così da eliminare le conseguenze di questa alimentazione esterna.

Forse un giorno anch’io proverò questo allestimento atipico, tanto più che avendo un acquario marino più grande l’estate potrei eliminare il problema temperatura spostando semplicemente il corallo dal piccolo nanetto al grande acquario tropicale di barriera…

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