Acquariando

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Lilaeopsis brasiliensisC’ho provato…ora provo con la Lilaeopsis brasiliensis!
Di 2 interi vasetti di Glossostigma elatinoides ora hanno solamente 2-3 piantine…mezze coperte dalle alghe, oltretutto. :-(
Tutte le altre non facevano altro che tornare a galla per colpa di

  • Ancistrus
  • lumachine a cono che smuovono il terriccio da sotto
  • il maledetto E. Siamensis che vive nel mio acquario da non so quanto tempo ed è diventato un vitello!!!

Quindi son passato alla Lilaeopsis brasiliensis, piantina carini, più alta della Glosso, sarà almeno 4 volte tanto, circa 5 cm, ma comunque più bassa dell’Echinodorus tenellus.
La Lilaeopsis ha le radici sicuramente più lunghe e forti, per cui una volta che ha radicato…se e quando radicherà, sicuramente terrà molto meglio della precedente. Quindi il lavoro di "recupero" dalla superficie dell’acqua lo dovrò fare lo stesso, ma l’obiettivo è farlo con meno frequenza così che prima o poi gran parte delle piantine abbiano radicato, a formare un bel praticello.
Oltretutto l’effetto finale, specialmente in acquari medio -grandi come il mio, non è malvagia…assomiglia infatti di più ad un prato rispetto alla Glossostigma, tutto sommato, guardate qui ad esempio :-)

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Altri mini acquari

Guardate che carini questi piccoli acquari d’acqua dolce e un mini-terrario, uno veramente MINI, tipo quelli di Oliver KNOTT.

Non solo c’è il "palmtop aquarium" che vedete in foto, cioè un micro-acquario d’acqua dolce (o meglio una micro-vaschetta…animali non ce ne sono…forse lumachine?), una sorta di acquario bonsai o acquario miniatura, ma nella pagina ci sono anche un acquario ricavato in una LAMPADINA a incandescenza e uno in un candelabro (o è uno strano vaso da fiori???) e infine il piccolo terracquario realizzato dentro un recipiente di plastica.
La scelta del recipiente non è proprio fortunatissima dal punto di vista estetico…però questo contenitore ha l’indubbio vantaggio di avere il suo bel coperchio trasparente, utilissimo per mantenerlo illuminato e soprattutto mantenere costante l’umidità all’interno.

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Come preparare l’acqua per i cambi parziali del nostro acquario d’acqua dolce? Voi come fate i famosi "cambi dell’acqua"?
Sempre che abbiate fatto la scelta giusta di acquistare un UTILISSIMO impianto ad osmosi inversa, per portare l‘acqua prodotta da questo tipo d’impianti (acqua a durezza ZERO, con conducibilità bassissima, prossima a ZERO) alla durezza giusta (rispetto ai valori obiettivo che ci siamo posti) possiamo sia "tagliarla" con acqua del rubinetto di casa (meglio se preventivamente trattata con biocondizionatore o almeno decantata per 24 ore), sia aggiungere dei sali che integrino la poverissima acqua RO.

Usare l’acqua del rubinetto è più comodo e più economico?
Se la nostra acqua di casa è bevibile, buona, magari riusciamo a procurarci la sua analisi chimica e capiamo che non ha contenuti particolarmente alti di nitrati, fosfati o di metalli pesanti, allora potremmo rispondere "In parte"… :-)
Perchè comunque dovremmo aggiungere del biocondizionatore, che ha un suo costo, quindi comodo forse si ma non a "costo zero".
Mentre l’utilizzo dei sali ci permette di arrivare con molta precisione alla composizione perfetta, sapendo esattamente cosa contengono i sali che mescoliamo con l’acqua. Sapremo non solo il KH, ma anche il GH, la quantità di fosfati, di rame, di zinco, di potassio, ecc.
Anche i sali in commercio "fatti apposta" hanno un costo limitato, gli elementi con cui sono stati fatti hanno un costo "industriale" irrisorio. Soprattutto se abbiamo un acquario al di sotto dei 300 litri la spesa anche con questi sali è veramente limitata.

Come sali integratori per acqua d’osmosi: JBL Aquadur plus sembrano buoni…come anche quelli della Seachem, gli Amazonia Salt della SHG, in alternativa esistono anche quelli della SERA e di tante altre marche. Ognuno ha i suoi pro e i suoi contro, cioè hanno composizioni con un po’ più di un elemento e un po’ meno di un altro. Se usate una linea di fertilizzanti acquariologici, allora sarebbe ottimale usare anche i sali della stessa marca.
E per gli amanti del fai da te (in inglese D.I.Y.) rimando alla sempiterna ricetta di Walter Peris "acqua per i cambi".

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  • gianny: ciao io ne vendo uno acquistato da un mese e mezzo utilizzato come nanoreef con minischiumatoio ecc. per...
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