Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
2 Apr
Come preparare l’acqua per i cambi parziali del nostro acquario d’acqua dolce? Voi come fate i famosi "cambi dell’acqua"?
Sempre che abbiate fatto la scelta giusta di acquistare un UTILISSIMO impianto ad osmosi inversa, per portare l‘acqua prodotta da questo tipo d’impianti (acqua a durezza ZERO, con conducibilità bassissima, prossima a ZERO) alla durezza giusta (rispetto ai valori obiettivo che ci siamo posti) possiamo sia "tagliarla" con acqua del rubinetto di casa (meglio se preventivamente trattata con biocondizionatore o almeno decantata per 24 ore), sia aggiungere dei sali che integrino la poverissima acqua RO.
Usare l’acqua del rubinetto è più comodo e più economico?
Se la nostra acqua di casa è bevibile, buona, magari riusciamo a procurarci la sua analisi chimica e capiamo che non ha contenuti particolarmente alti di nitrati, fosfati o di metalli pesanti, allora potremmo rispondere "In parte"…
Perchè comunque dovremmo aggiungere del biocondizionatore, che ha un suo costo, quindi comodo forse si ma non a "costo zero".
Mentre l’utilizzo dei sali ci permette di arrivare con molta precisione alla composizione perfetta, sapendo esattamente cosa contengono i sali che mescoliamo con l’acqua. Sapremo non solo il KH, ma anche il GH, la quantità di fosfati, di rame, di zinco, di potassio, ecc.
Anche i sali in commercio "fatti apposta" hanno un costo limitato, gli elementi con cui sono stati fatti hanno un costo "industriale" irrisorio. Soprattutto se abbiamo un acquario al di sotto dei 300 litri la spesa anche con questi sali è veramente limitata.
Come sali integratori per acqua d’osmosi: JBL Aquadur plus sembrano buoni…come anche quelli della Seachem, gli Amazonia Salt della SHG, in alternativa esistono anche quelli della SERA e di tante altre marche. Ognuno ha i suoi pro e i suoi contro, cioè hanno composizioni con un po’ più di un elemento e un po’ meno di un altro. Se usate una linea di fertilizzanti acquariologici, allora sarebbe ottimale usare anche i sali della stessa marca.
E per gli amanti del fai da te (in inglese D.I.Y.) rimando alla sempiterna ricetta di Walter Peris "acqua per i cambi".
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17 Mar
Da tanti anni pensavo di allevare qualche Killi in casa, mi sono sempre piaciuti i pesci piccoli e colorati…a partire dai "sempreverdi" Guppy (Poecilia reticulata).
Poi per mancanza di spazio per vaschette e a accessori vari per accoglierli al meglio, ho sempre rimandato…ora i tempi sono più maturi, ho messo 2 piccoli acquari in bagno e son partite le prime esperienze con i killifish della specie Austrolebias nigripinnis.
Condivido quindi qualche mio appunto, riflessione, fotografia, link utile, sperando che quanti più possibile vengano al congresso AIK a Ferrara, a metà aprile.
Partiamo dalle basi: le associazioni più conosciute sono l’italiana AIK e l’americana AKA. Su entrambi i siti, quindi sia in italiano che in inglese, trovate alcuni articoli dedicati proprio ai principiante, con gli elementi base per conoscere questi particolari pescetti che provengono un po’ da tutto il mondo.
Quindi io mi limito ad una specie di micro-FAQ Frequently Asked Questions): .
Quali le specie che mi piacciono e potrei allevarem oltre agli A. Nigripinnis:
Simpsonichthys magnificus, carlettoi, Picturatus, reticulatus, urucuia, antenoti o heloplites, fuliminatis, parallelus
Magnifico Killi annuale sud americano, arriva a 4 cm di lunghezza!
Le differenze fra il magnificus e il picturatus consistono in una maggiore percentuale di verde nella colorazione del magnificus. Ha bisogno del riscaldatore? Perchè sembra che la temperatura minima di allevamento è di 23°.
5 mesi di diapausa, depone sul fondo. PH consigliato, da 7 a 7.5
Annuale particolarmente colorato, piccolissimo (4-5 cm al massimo) e interessante, sembra facile da allevare. Leggendo alcuni feedback di chi lo ha allevato, non è chiaro se posso essere tenuto in acquari anche con altri pesci. Sembra che si possa riuscire se i coinquilini sono molto tranquilli, ma alcuni sembra invece siano riusciti a tenerli in acquari anche ciclidi nani.
Raccolto la prima volta, pare, nel 1997, questa specie è l’unica del genere che presenta una colorazione blu-verde intensa senza rosso nel corpo e nella coda e con una femmina che presenta una colorazione simile (ma molto meno intensa) al maschio.
N. fuscotaeniatus si può allevare e riprodurre in acqua normale di rubinetto con un pH di circa 7-8 e una durezza totale attorno agli 11° DGH. La temperatura di allevamento deve essere di 22-24°C durante il giorno e scendere intorno ai 20°C la notte. La diapausa è di 2-3 mesi, lo stesso periodo dopo il quale i piccoli diventano sessualmente matori. Mentre l’acqua per la schiusa deve essere un po’ più fredda, fra i 16° e i 18°. I piccoli appena nati dalle uova riescono a predare i naupli di artemia e i genitori, a differenza di altre specie di notobranchius, non mangiano le proprie uova. Quindi per me come per molti amici acquariofili…a trovarne le uova, questo fuscotaeniaatus sarebbe un pesce perfetto da tenere anche senza riscaldatore in piccole vaschette.
Scheda dettagliata sul sito AIK
Nothobranchius Korthausae (in foto nella colorazione tutta rossa)
Molto particolare per le pinne di colore intenso e omogeneo, lungo al massimo 5 cm., la varietà rossa (non so se è proprio una specie…) è quella ritratta in foto, ma anche la varietà "normale" (yellow) è molto bella per le sue pinne gialle e nere, nettamente in contrasto con i colori verde e azzurro sul corpo. Come tutti i Notobranchius preferisce il cibo vivo, e con questo riesce a far risplendere al meglio i suoi colori. E’ un pesce tranquillo, facile da allevare e riprodurre, può vivere in gruppo e quindi è possibile tentare di farlo convivere con pesci tropicali di specie differenti.
Ho trovato info contrastanti sul PH desiderato…praticamente sembra possa vivere benissimo a qualunque PH, da 5.5 a 8…e con acqua di durezza molto variabile, anche dura.
Nothobranchius patrizii
Piccolino anche lui, questo killi arriva al massimo a 5 cm. Non ho trovato altre info utili…purtroppo.
Comunque mi piace…almeno dalle poche foto trovate
Nothobranchius rachovii , diffusa nel Mozambico (AFRICA) e in SudAfrica, nelle pianure costiere vicino a Beira e nelle paludi del Parco Nazionale Kruger.
Possono vivere anche sotto i 22°, anche se i migliori risultati si hanno con temperature fra i 22° e i 24°, la comune acqua del rubinetto va bene. Gli adulti raggiungono una lunghezza di 6 cm.
I piccoli appena nati, avannotti, mangiano da subito nuapli di Artemia salina e in circa 40-50 giorni i giovani rachovii saranno già in grado di riprodursi. Diapausa di 7-8 mesi, ma sembra che tenendo le uova a temperature alte, 26-28°, questa si riduca a 4-5 mesi.
Altre specie di Killifish di cui non ho ancora raccolto informazioni, ma ho goduto solo delle loro foto:
Una specie secondo me molto bella e particolare, ma che è sconsigliabile per un "principiante" di Killi:
Pseudoepiplatys annulatus
http://www.killi.co.uk/speciesProfile/Pseudoepiplatys/annulatus/
Non annuali dell’Africa occidentale, delicati ma in natura abbondanti in Monrovia, in Liberia, Kasewi in Sierra Leone e Conakry (Guinea), produzione di uova ridotta, è facile vedere crescere i piccoli insieme agli adutli.
L’acqua deve essere acida, soffice e ricca di torba. Le uova sono piccolissime e purtroppo i piccoli appena nati è necessario siano alimentati con infusori o altri cibi piccolissimi. I naupli di artemia risultano troppo grandi.
Li vendono qui, ma per la questione delle dimensioni degli avannotti li reputo non adatti alla specie che posso ospitare e far prosperare.
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13 Mar
Ogni tanto qualche scatto ai particolari non mi dispiace…si può sempre fare di meglio, questo è sicuro, ma non è facile a mano libero senza flash, fra un cambio dell’acqua ai giovanissimi Killi, una schiusa di artemie, un bacetto alla moglie e una carezza a Lorenzo…
Se tutto procede come da programmi nel week-end vorrei dedicarmi a qualche fotografia un po’ più "professionale".
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