Acquariando

Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico

Archivio per ‘Acquario marino’ Categoria

Dopo ormai 6 anni di acquario tropicale d’acqua dolce in salotto, e dopo 3 anni dalla vendita del marino di barriera (che gli stava di fronte), vorrei cambiare “tipo” di acquario e mi è tornata una certa voglia di acqua salata…
Ho cercato di reprime l’istinto di acquistare qualcosa per creare un nano-reef e questo lo considero già un successo. :-)
Forte della precedente esperienza so che cosa vorrei e soprattutto cosa non voglio sicuramente!

EASY è quindi un acquario marino tropicale pensato per essere

  1. “facile”, perchè dal precedente tropicale di barriera ho capito che NON ho voglia d’impazzire dientro a un acquario “di alto livello”, stupendo, meravigliosamente pieno di coloratissimi coralli SPS (a piccolo polipo), ma difficile, faticoso e costoso. Almeno non lo voglio OGGI. Ho già valutato che rimetterò in discussione le mie idee quando avrò la fortuna di poter cambiare casa. :-)
    Quindi non miro ad avere i coralli duri a polipo piccolo, ma non escludo che, se le condizioni lo consentiranno, potrei acquistarne.
  2. più economico degli acquari marini di barriera gestiti con metodo berlinese classico: vorrei contenere i costi di avviamento e anche di gestione, eliminando parte degli accessori, per quanto possibile
  3. silenzioso, vorrei contenere il rumore in salotto, minimizzando le possibilità di allagamenti o altri disastri familiari/ambientali.

La scelta del metodo ricade quindi su qualcosa a mio parere molto interessante e naturale, il medoto DSB (Deep Sand Band), che sfrutta un fondo di sabbia alto come filtro biologico e denitratore tutti insieme. :-)
In pratica negli strati superiori, dove passa più acqua (e quindi ossigeno), vivono i batteri che riducono ammoniaca in nitriti e nitriti in nitrati, mentre in quelli più profondi, con minore concentrazine di ossigeno, s’insediano i batteri che processano i nitrati trasformandoli in azoto (che viene espulso sotto forma di bolle che risalgono in superficie di tanto in tanto).

Riassumendo l’allestimento, almeno quello iniziale, dovrebbe essere un DSB con poche rocce vive, senza schiumatoio e luce media:

  • acquario 100×40x56 (200 litri netti)
  • plafoniera 4×39 T5
  • SUMP: solo come rabbocco con osmoregolatore e dosaggio della kalkwasser
  • movimento:
    - 2 Koralia evolution 400 o 2 Turbelle Nanostream 6045, oppure 1 Resun  “Wave Maker” 15000
  • fondo: 10 cm sabbia sugar size (40% carbonato di calcio o quarzo, 50% aragonite, 10% sabbia viva)
    Vorrei usare anche il carbonato di calcio per limitare i costi. Non offre le stesse proprietà della sabbia marina oolitica, però costa 1/10 (alle volte la regalano)
  • 20 kg di rocce vive, poggiate su tubi in PVC per lasciare movimento sotto di esse

La domanda, alla fine di questa caterva di parole, sarà nata spontaneamente in qualcuno dei lettori: “cosa ospiterà questo acquario marino?“, oppure qualcosa di più semplice “ma poi, Raffaele, che ci metti dentro?“. :-)
La risposta è semplice: “quello che ci starà!
Infatti vorrei procedere in senso inverso, per una volta, evitando di mettere organismi che limitino le capacità del “fondo vivo” e poi aggiungendo coralli molli, crostacei e pesci finchè il sistema “regge”. Invece di partire già con l’idea di mettere questo o quello e magari poi impazzire per far funzionare il tutto a livello chimico, smetterò di inserire animali quando i valori chimici mi diranno che il fondo non riesce più a gestire il carico organico. Al limite potrei decidere di aggiungere un piccolo schiumatoio, ma cercherò di evitarlo.

Link di approfondimento sul DSB
reefitaliascience.it/magazine/2008-4/dsb.html
forum.marinedepot.com/Attachment274.aspx
reefitaliascience.it/magazine/2007-3/calfo-dsb.html

Una bella lotta…perchè questi piccoli acquari a cubo son proprio carini, sono indeciso sul prossimo acquisto fra il Box Cube della WAVE e il Nano Cube della Dennerle.
In salotto ho ormai desistito dall’intento di tenere le Orchidee nella mini-serretta dell’IKEA, perchè di serra non ha NULLA, e entro natale sicuramente lo sostituirò con un piccolo acquario di forma cubica in cui allevare SOLO Caridine, magari della specie Crystal Red.
Entrambi sono acquari aperti ma hanno un vetro scorrevole superiore, con lampade a neon da montare avvitate sul bordo di vetro.

  • nano cube (Dennerle)NanoCube Dennerle
    La notissima ditta tedesca ha recentemente messo sul mercato una linea di 3 acquari con dimensioni simili a un cubo, che riempiti con ghiaino presentano un volume d’acqua realmente cubico e quindi più interessante della media dei piccoli acquari (vedi Mirabello et similia)
    Sono venduti nelle dimensioni 20 x 20 x 25 (10 litri lordi), 25 x 25 x 30 (20 litri lordi), 30 x 30 x 35 (30 litri lordi) e in 3 diverse versioni: semplice (acquario + tappetino sotto-acquario, + sfondo nero), complete e complete plus (super accessoriato).
    I prezzi vanno più o meno dai 20 euro del più piccolo nano cube 10 litri senza accessori, fino ai 120 euro del 30 litri in versione “complete plus”.
  • La Dennerle si è preparata bene alla gestione dell’attenzione verso questo genere di prodotti, concentrando la comunicazione, il packaging e gli accessori proprio sulla destinazione giusta, l’acquario per Caridine (oppure per la messicana Cambarellus patzcuarensis), e aggiungendo al suo sito un buon numero di pagine dedicate ai Nano Cube, dai consigli sull’illuminazione ad alcuni accessori “nani”, come un riscaldatore da 25 watt, compresa una semplice guida all’allestimento ai primi giorni di maturazione del nano-acquario. Ha cercato in pratica di arrivare a far comprare l’ennesimo acquario a chi ne ha già uno (o più… tipo il sottoscritto, visto che sarebbe il quarto!), piuttosto che offrirsi come ennesimo mini-acquario tutto compreso per principianti, per “ingabbiare” scalari, Coryodoras, Ancistrus, branchi di caracidi, ecc.
  • wave box cube 25, piccolo acquario d'acqua dolceWave Box Cube 25
    In vendita ormai da un paio di anni, è uno degli acquari più usati fino ad oggi per allestire nano-reef e caridinai, ha dimensioni 25 x 25 x h30
    Il suo costo varia dai 35 ai 60 euro circa, e solitamente è venduto in associazione con una lampada a neon PL da 9 watt (la Solaris) e filtrino esterno “a zainetto” Wave Niagara (portata regolabile). La lampada è un po’ misera…quindi o se ne aggiunge un’altra uguale, o si prende direttamente al Solaris da 18 watt.
    Sul filtrino devo dire che l’ho usato per diversi anni su un 6 litri in ufficio e fa il suo piccolo lavoro agregiamente. Non è il massimo della qualità costruttiva e se si hanno lumachine in vasca può essere “laborioso” evitare che s’incastrino nella girante della pompa, però a conti fatti è un buon filtro di facile manutenzione, nel quale è facilissimo gestire la filtrazione meccanica e biologica (aggiungendo qualche cannolicchio) e avendo sempre una buona ossigenazioni grazie alla canscatella del rientro dell’acqua nell’acquario.

Ora che li ho presentati, concludo dicendo che, se decidessi di prendere un 30 litri allora la scelta ricadrebbe sul Wave box per ragioni economiche (35 euro contro 80, più o meno), se non volessi fare un acquario “spinto” a livello di piantumazione, quindi con pochissimo fertilizzante e senza Co2. Altrimenti la versione “complete plus” del 30 litri offre accessori interessanti, come il filtro interno angolare e un piccolo riscaldatore.
Unica pecca per entrambi è l’illuminazione… che credo possa andar bene solo per muschi e piante con esigenze minime, perchè 9 o 11 watt su 30 litri sono proprio pochi. E una singola lampada Solaris da 18 watt costa una 50ina di euro, mentre Dennerle chiede per la nano-lampada da soli 11 watt ben 30€ o poco più.
Però ammetto che il 10 litri della Dennerle è quello che mi attira di più…è veramente un piccolo spettacolo, tanto da pensare che potrebbe essere più bello avere 2 nano-acquari da 10 litri affiancati al posto di un singolo 30 litri, magari con sopra un’unica plafoniera da 30-40 cm che li illumini entrambi…solo che una economica plafoniera con 4 tubi t5 da 8watt (solo 32 watt) costa circa 100 eurini… mica pochi!
Alternativa per risolvere il problema illuminazione è trovare una plafoniera decente ed economica all’IKEA, anche con lampadine “a vite” invece che neon,  e poi acquistare un nanocube “liscio”, senza accessori, ghiaino o altro, scegliendoci il resto a nostro gusto, in piena libertà. :-)
Sulle lampade dell’Ikea adatte agli acquari, e relativi bulbi/lampadine, tornerò sicuramente in un altro articolo… rimanete sintonizzati! ;-)

Vodka in acquario...e non soloHo provato personalmente questo “metodo Vodka” in acquario, metodo di alimentazione batterica che prevede la somministrazione della notissima bevanda alcolica direttamente nell’acqua dell’acquario, chiaramente in dosi MINIME ben misurate.

Scopo del metodo: abbassare fosfati e nitrati per poter alimentare i coralli mantenendo coralli sani, con colori chiari e saturi.

L’ho portato avanti per diversi mesi a cavallo fra il 2005 e il 2006, con ottimi risultati in termini di livelli di nitrati e fostati. Addirittura ero arrivato al punto di dover decidere se diminuire le dose di Vodka o dare molto più cibo ai coralli, per non avere sempre tutti i valori a ZERO!

Non voglio con questo affermare che sia la panacea di tutti i problemi di NO3 e PO4 nell’acquario marino di barriera, con pesci e coralli. E aggiungo che mi è impossibile stabilire tutti i pregi e i difetti di questo metodo, perchè ogni acquario è diverso dall’altro: ciò che è successo a me e ad altri non è CERTO che avvenga anche in altre condizioni di luce, chimiche, ecc.
Il poco che ho capito continuando a documentarmi è che è importante, per cercare di mantenere in equilibrio i vari ceppi di batteri presenti in acquario, fornire fonti di carbonio differenti e integrare direttamente i batteri in modo continuativo.

Quando poi parliamo di metodi fai-da-te ricordo che siamo nell’ambito di una gestione avanzata di un acquario tropicale marino, dove l’acquariofilo si chiede se può risparmiare diverse centinaia di euro all’anno evitando l’utilizzo di resine anti-po4 e non seguendo un meteodo di gestione dell’acquario commerciale (Zeovit, X-Aqua, Prodibio, ecc.) ma appunto FAI-DA-TE, fatto in casa.
Spero quindi che sia in ascolto un acquariofilo “smaliziato”, con esperienza alle spalle, in grado soprattutto di prendersi i suoi rischi e pronto a seguire l’acquario ancor più di quanto farebbe normalmente, ben sapendo che dovrà forse documentarsi per ore online per capire BENE ciò che stà accadendo nella sua vasca.
Quello che penso da sempre, rafforzato nel periodo in cui ho avuto l’acquario marino, è soprattutto che non mi piace introdurre in acquario cose di cui non conosco il contenuto…o ancor peggio di cui non so assolutamente nulla e devo farlo perchè fa parte di un “protocollo”.

Quindi vi lascio alcuni link secondo me utilissimi a schiarirsi le idee prima di metter mano allo sportello dei liquori…

  1. i 2 post che scrissi in merito al metodo della Vodka sul vecchio Acquariando (quello su piattaforma BlogSpot): “Metodo Vodka: son partito martedì” e “Preoccupato dalla Vodka ‘magica‘”
  2. l’ALIMENTAZIONE ETEROTROFA NEI CORALLI DURI
  3. una sperimentazione con 3 fonti diverse di carbonio: Vodka, Aceto e zucchero
  4. Post dedicato all’uso di Vodka nel forum di Acquaportal
  5. Post dedicato all’uso dello zucchero nel forum di Acquaportal

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