Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
20 Aug
Ho appena letto un bell’articolo, ricco e scritto bene da Paolo Piccinelli, dedicato agli acquari di acqua salmastra e quindi anche ai pesci “eurialini“, cioè tolleranti rispetto ad un ampio intervallo di salinità.
Questo tipo di acquari, poco diffusi per via delle poche specie che possono ospitare e il loro difficile reperimento nei negozi italiani, sono gli unici nei quali allevare degnamente pesci tanta particolari come lo Scatophagus Argus (in foto), il Monodactylus (vaga somiglianza con gli scalari e con i marini Platax) o ancora il simpaticissimo pesce palla d’acqua dolce, il Tetraodon.
E perchè no anche alcune specie di Killi e Poecilia (facendo chiaramente attenzione a non mischiare tutti questi…a meno di voler fare una strage di Guppetti!).
Personalmente non ho mai allestito un acquario salmastro, però sono riuscito a convincere un’amica!
Una decina di anni fa, non recentemente, ho fatto mettere un Tetradon dentro un acquario da circa 60 litri, allestito in modo molto minimalista, con qualche foglia sul fondo e alcuni tronchetti incrociati proprio come radici immerse in un lago. L’effetto non era male…purtroppo però la manutenzione dell’acquario da parte dell’amica non ha seguito i miei dettami…io son stato un periodo fuori Roma e…il Tetradon alla fine è morto dopo meno di 6 mesi.
L’amica, ormai affezionatasi al pescetto in questione, ha abbandonato l’acquariofilia…e devo dire che non ho fatto nulla per fermarla!
30 Jun
Quanto sono belli gli Hippocampus? Anzi…forse potrebbero non piacere a tutti dal punto di vista puramente estetico…sono “fatti strani” soprattutto in paragone alla forma classica del pesce…
E sono sempre pesci marini e sappiamo quanto questi possano essere colorati, però i cavallucci marini hanno sempre avuto un fascino particolare. Le loro forme ricordano sia i cavalli terrestri sia i draghi, hanno un modo di nuotare tutto loro, particolare, se vogliamo “sfortunato” perchè lento e debole, però la loro grazia è indiscutibile.
Vederli nei nostri mari è ormai una rarità, non impossibile, ma realmente difficile soprattutto in snorkeling, ma chi ha avuto questa fortuna credo che lo ricorderà per tutta la vita!
Per fortuna ci vengono in aiuto gli acquari pubblici, come il Parco Oltremare di Riccione, che festeggia la nascita di tanti piccoli cavallucci marini!
Il miglior modo di ammirare quest’insoliti pesci è proprio negli acquari pubblici e mi raccomando di non provare ad ospitarli in acquari casalinghi, perchè non è impossibile ma è sicuramente uno dei pesci più difficili da allevare!!!
E’ difficile riprodurli in cattività, ma è anche difficoltoso il solo farli vivere a lungo, impossibile poi negli acquari marini di barriera per via della forte corrente alla quale non sono in grado di resistere.
Sono pesci da acque calme, quasi ferme, e passano la vita nascosti fra le alghe.
Il problema principale risiede nell’alimentazione, tanto che in acquari di piccole dimensioni, come quelli di casa, l’unico modo è somministrare frequentemente naupli di artemia in grande quantità.
L’allevamento e quindi la riproduzione in cattività dei cavallucci marini è il mio grande sogno, insieme ai pesci ago sono un pallino che ho fin da ragazzo, ma dopo un primo tentativo di allevamento e conseguenti morti nel giro di qualche mese, documentatomi negli anni, ho lasciato questo sogno nel cassetto, sicuro che prima o poi si realizzeranno le condizioni ideali per realizzarlo!!! In pratica serve SPAZIO, cosa che a Roma non è facile…spero sempre nella prossima casa!
19 May
Articolo su Acquaportal dedicato al “mitico” metodo Vodka” per l’acquario marino tropicale di barriera, il metodo ha lo scopo di ridurre nitrati e fosfati (No3 e Po4).
Già alcuni anni fa, quando avevo l’acquario marino in pieno funzionamento, parlai dell’utilizzo della Vodka in acquario, e in generale dell’aggiunta di fonti di carbonio, mi fa piacere che il “metodo” non sia tramontato, nonostante la diffusione e largo utilizzo di linee di prodotti dedicati all’allevamento dei coralli, come Xaqua, Zeovit e altre.
All’epoca devo dire che i risultati furono ottimi.