Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
28 Nov
Prendo spunto dall’ultimo articolo pubblicato su Acquaportal dedicato appunto alla costruzione di una plafoniera a LED per un acquario marino di dimensioni generose: 120x50x50. Obiettivo di molti marinofili è abbassare il consumo di corrente (watt) passando da una plafoniera con NEON T5 o con grandi lampade HQI, ai più efficienti LED, senza però rinunciare a preziosi lumen di luce, cioè senza abbassare con la bolletta anche la luminosità dell’acquario e con essa la salute dei coralli (ai pesci invece interessa poco la quantità di luce, così come la sua lunghezza d’onda).
Come sappiamo la tecnologia LED è in costante miglioramento. Questo è quindi sempre stato un po’ un freno all’acquisto, un po’ come succedeva inizialmente con le fotocamere digitali… sembrava sempre di ritrovarsi fra le mani qualcosa di obsoleto a pochi mesi dall’acquisto.
Il costo dei LED oscilla come ormai un po’ tutto sul mercato, ma per colpa dell’economia che si trova in una fase veramente pazzesca, non per il valore dei LED che invece cresce costantemente, perchè cresce ad esempio un valore importate, il rapporto LUMEN/WATT.
Cioè a parità di corrente fornita al LED, quelli di ultima generazione emettono più luce, e si ipotizza che entro 4 anni questo valore possa realisticamente TRIPLICARE!
E a parte tutte le paure, oggi effettivamente si possono acquistare plafoniere a led di diverse dimensioni e quantità di LED, a cifre elevate, sicuramente non sono economiche, ma possiamo farlo con la convinzione che già oggi possiamo ammortizzare la spesa nel giro di pochi anni, fra il costo iniziale di una plafoniera simile ma con tecnologia diversa (HQI o T5), e soprattutto grazie all’assente necessità di cambiare neon/lampade: un led infatti è dato per una vita di 50.000 ore (circa 10 anni di 12 ore quotidiane di accensione). Anche ipotizzando di voler cambiare i LED ogni 5 anni invece di 10, significa risparmiare 5 cambi di lampade… fate 2 conti e capirete che insieme al risparmio di energia elettrica parliamo di centinaia di euro all’anno.
Torniamo all’articolo di Severino, che è passato da 476 watt di consumo (T5 8×54 watt) a circa 200 watt (72 led da 3 watt l’uno). Per i miei calcoli ha ottenuto una plafoniera con qualche lumen in meno, però c’è da dire che probabilmente la luce emessa dai LED è più concentrata verso il basso rispetto ai NEON, per cui si può dire che la “potenza” delle 2 plafoniera si equivalga.
a parte il frontalino con il controllo di LED e ventole, un po’ più complicato da realizzare, il resto è veramente alla portata di tutti, senza neanche doversi allontanare troppo alla ricerca dei componenti, trovando praticamente tutto online… con una decina di click del mouse.
Lui usa LED da 3W, ma sappiate che in commercio se ne trovano facilmente anche da 5, 10, 20, 30, 50 e 100 watt! Quelli che però al momento hanno il miglior rapporto lumen per watt sono proprio questi da 3W.
Volete capire quanti LED, a prescindere dalla potenza, possono coprire il vostro acquario, a seconda dell’angolo di emissione (alcune plafoniere permettono di cambiare le lenti davanti ai LED, ne esistono da 30 fino a 90° di emissione, ed anche dicroiche)? Ho trovato un utile tool
Infine una considerazione prettamente estetica: l’illuminazione offerta dai LED è di tipo “piuntiforme” e, anche se i coni di luce dei tanti punti di emissioni si incrociano e confondono, con 10, 20, 100 led avremo sempre in vasca l’effetto “sfarfallio” tipico di questo tipo di emissione. L’effetto è simile a quello delle lampade HQI, opposto a quello offerto dalla lampade al neon che appiattiscono la scena, e la frequenza di “sfarfallamento” dipende da quanto è increspata la nostra superficie dell’acqua in acquario, però è una cosa da considerare: per qualcuno è un PLUS, qualcosa che aggiunge realismo all’acquario, per altri è un MINUS, perchè disturbati da questo continuo altalenarsi di intensità luminose diverse.
Vi sconsiglio però di cercare di capirne l’intensità con i video online, perchè nei video quest’effetto è SEMPRE più pronunciato. Dovete capire se e quanto vi piace o disturba vedendo dal vivo entrambe le opposte situazioni.
Per approfondire la conoscenza tecnica dei LED, consiglio la lettura dei 2 articoli scritti dall’amico Valerio, “collega” del CIR: Tecnologia LED in acquario 1 e 2
Mentre se volete vedere praticamente tutte le plafoniere a led costruite e condivise dai partecipanti del forum di Acquaportal, basta seguire l’apposito thread.
1 Nov
Sapete che non adoro questo acquario modello “Fluval Edge“, della Askoll (che per alcuni prodotti trovo ottima, ma in generale ancora poco attenta al rispetto delle esigenze minime dei pesci, con una comunicazione troppo spesso superficiale e pericolosa per l’acquariofilo meno esperto).
I commenti su questa vasca si sono sprecati nel post “Askoll Fluval Edge, l’acquario sospeso“, e la maggior parte era di lettori che, dopo aver acquistato questo piccolo acquario (sembra grande, ma non lo è… per quanto carino son pochi litri d’acqua) si chiedevano se poter allevare questa pianta o quel corallo.
Il suo più grande problema è l’illuminazione, veramente carente con quelle 2 lampadine spot da 20 watt, tutti concentrati a centro vasca (e 20 watt prodotti dalle lampadine spot, quelle piccine-piccine, NON emettono neanche la luce di un singolo neon da 18 watt).
Finalmente in Rete sono iniziate a girare diverse modifiche per questo acquario, quindi posto
- un valido link, con una plafoniera tutta nuova, realizzata in alluminio con 2 bulbi a neon a bassa emisisone, che assolutamente non rovina l’estetica dell’acquario “di design”, riuscendo finalmente ad aumentare la quantità di luce e soprattutto diffonderla uniformemente su tutto il fondo. E’ comunque una modifica abbastanza impegnativa…
- un video con una modifica adatta agli acquari marini: più semplice come lavorazione, più potente come emissione luminosa, arricchita anche da LED blu per esaltare le fluorescenze degli organismi marini, ma anche più costosa nel complesso. Sfrutta i bulbi neon, gli spot originali, una striscia di led blu e 3 gruppi circolari di led ad alta emissione.
9 Sep
Intanto ricordo che “per fitoplancton si intende l’insieme degli organismi autotrofi fotosintetizzanti presenti nel plancton, ovvero quegli organismi in grado di sintetizzare sostanza organica a partire dalle sostanze inorganiche disciolte, utilizzando la radiazione solare come fonte di energia.”
Il Phytoplankton vivo alle volte si trova in vendita anche nei negozi più specializzati nel marino, ed anche online, con prezzo che non ho mai trovato sotto i 12€ al litro, e una dose media prevede circa 20-30 ml per 100 litri d’acqua.
Insomma vale la pena fare un calcolo sulla convenienza, ipotizzando di somministrarlo almeno 2 volte a settimana, e considerando che non credo possa vivere in frigo più di 3-4 settimane (se ne sapete più di me… i commenti sono qui sotto apposta!).
Linko anche il mio precedente articolo sulla costruzione di un reattore di fitoplancton o il suo acquisto (ormai si trovano abbastanza facilmente in moltissimi negozi di accessori per acquario) per iniziare appunto una coltura di microalghe in sospensione.
In passato ho provato personalmente a tenere in vita una coltura di Chlorella, forse la più facile, che si tiene in acqua dolce. E ci sono riuscito per qualche mese, poi la cultura è collassata, probabilmente mi sono impigrito e lentamente ho abbassato la guardia rallentando la cura per questo allevamento casalingo.
Questa volta mi piacerebbe provare a riprodurre la Nannochloropsis salina oppure la oculata, che vive in acqua salata ed è fra le più piccole, infatti le dimensioni di quest’alga variano da 2 a 6 micron, quindi per i coralli è un buon alimento, così come per lo zooplancton che vive nell’acquario e dovrebbe riprodursi più velocemente sommonistrando quest’alga.
La temperatura dovrebbe essere superiore ai 16°, ma è proprio la minima, meglio rimanere fra i 20 e i 24° centigradi.
Alimenti concentrati per microalghe (in pratica, fertilizzanti), dove comprarli???
I macronutrienti principalmente presenti devono essere, il Nitrato (No), il Fosfato (Po, in rapporto però 15 a 1) ed il Ferro (Fe), affiancati da micronutrienti come: Zinco (Zn), Cobalto (Co), Manganese (Mn) ecc., ed infine le vitamine.
Un prodotto mi sembra si chiami Microalgae Grow – Aquaculture Supply, commercializzato mi sembra dalla SCUBLA (o meglio ERA da loro distribuito, sembra non lo commercializzi più… non saprei dovre trovarlo in Italia, quindi)
Alcuni usano del normale fertilizzante da giardino per piante verdi, dosato 1,5 ml per litro di coltura, SOLO se queste però vengono usate per alimentare rotiferi o altro zooplancton, altrimenti per somministrare direttamente il fito nell’acquario marino bisogna usare fertilizzanti meno ricchi di “robe non identificati”, quindi pochi elementi chimici e solo quelli.
Le micro-alghe seguiranno il cosiddetto “ciclo algale“, per cui non è pensabile avere un reattore sempre con la stessa coltura, come minimo ne servono 2, ma meglio ancora più di 2, così da iniziare una coltura, prelevare un inoculo per la seconda, perchè così quando la prima sarà collassata avremo la seconda in pieno sviluppo e potremmo riprendere il ciclo. Con solo 2 bottiglie non ci possiamo praticamente permettere errori…
Le colture di fitoplancton vanno agitate almeno una volta al giorno, per evitare sedimentazioni, e soprattutto è necessaria molta accortezza nel maneggiare tutto ciò che entra a contatto con le culture, basta poco a introdurre degli organismi antagonisti che rovinino tutto! Teoricamente dovremmo operare in un abiente sterile… ma proprio perchè impossibile in casa è preferibile fare attenzione E usare più bottiglie separate così che anche perdendone qualcuna ci siano le altre a portare avanti la coltura di Phytoplankton.