Acquariando: pesci in acquario dal 1997

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led 3w su stellinaHo voluto provare ad acquistare dei LED dalla Cina, sempre insieme all’amico Valerio (anche più ferrato di me sull’argomento elettricità e affini… e anche su altri temi, se è per questo! Potete leggerlo sul suo sito ValerioSub.it), così come già accaduto con le uova di killifish che ci apprestiamo a schiudere.
Come ho già avuto modo di scrivere questa tecnologia sta facendo grandi passi nel migliorare costantemente l’efficienza, e già ora si possono comprare dei prodotti ad un costo  interessante che, con un po’ di fai-da-te, possono essere combinati per farne sistemi di illuminazione funzionali e soprattutto adattabili a diverse esigenze, dalla mini vaschetta (che magari già con un led da 3w ha luce a sufficienza per vedere i pesci al suo interno), all’acquario d’acqua dolce di 100 litri, così come all’acquario marino (grazie alle differenti gradazioni di colore in cui troviamo i LED, compreso il BLU da abbinare ai più classici bianchi che già di loro vengono venduti dal bianco-caldo al freddissimo 20.000° kelvin).

Sono arrivati un paio di settimane fa e ho iniziato a provare questi piccoli LED. Devo dire che fanno veramente molta luce, proprio come mi aspettavo ma non ne potevo essere sicuro vista la provenienza, il fatto che siano “smarcati” (cioè non i più conosciuti led CREE), nonchè il prezzo veramente basso (anche comprendendo il pagamento delle tasse doganali).

In pratica ho acquistato 2 tipi di LED con 2 diverse gradazioni di colore:

- 5 LED da 3W dichiarati a 6000-7000° kelvin (pure white) per 180-200 lumen (quindi circa 60 lumen per watt), su stellina, il tipo più usato oggi per la costruzione delle plafoniere a LED per acquario, sia quelle auto-costruite sia quelle vendute dalle ditte acquariologiche (MARCHE), perchè quello che per i LED più efficienti raggiunge il miglior rapporto lumen/watt. Quelli venduti dal sito. Angolo di emissione: 130°.
Chiaramente con i 5 relativi alimentatori/driver a 750 mA.

- 1 LED da 20W, dichiarato a 10.000° kelvin (cool white) e 1600-1800 lumen (quindi 85 lumen per watt), con il suo alimentatore/driver. La mia idea è di realizzare un mini-cannon-LED come questo, solo che di wattaggio inferiore, sfruttando un vecchio dissipatore da CPU che avevo in un cassetto. Come vedete dalla foto. Lo svantaggio di questo potente LED è che il cono di emissione è di 140°, dato che va considerato perchè il suo cono di emissioni è quind bello largo e, se non lo concentriamo in qualche modo, su un piccolo acquario potremmo trovarci a mandare fuori dalla vaschetta gran parte della luce… di fatto sprecandola, e quindi andrà avvicinato molto alla superificie dell’acqua.

LED 20W attaccato a dissipatore da CPUVi scrivo le mie rilevazioni sul LED da 20 watt, veramente un piccolo concentrato di luce… che però richiede anche tanta dissipazione perchè scalda veramente molto, infatti l’ho attaccato a un dissipatore per CPU con dentro 2 ventole (vecchiotto… ma all’epoca uno dei migliori in commercio).
Questi numeri dicono poco, non posso indicare PAR o PUR perchè non ho strumenti per queste misure, però insieme alle foto credo che qualcosa riescano a far capire.
Ho quindi preso la fotocamera reflex digitale (una vecchia Nikon D50) e ho fatto 2 misurazioni, con l’inquadratura su tutta la vasca e la focale minima dello zoom (70 mm), e con la focale più ravvicinata in modalità MACRO (300 mm, rapporto 1:2), ed entrambe con 3 diverse “situazioni” di illuminazione: 4 neon t5 da 39 watt , 2 neon T5 sempre da 39 watt e il singolo picolo LED da 20  Watt appena arrivato.

70 mm (a F5):

  • 4 t5: 1/40
  • 2 t5: 1/15
  • LED 20w : 1/30

300 mm macro (a F 5.6), puntato sulla sabbia centro vasca:

  • 4 t5 a f 5.6: 1/40
  • 2 t5 a f 5.6: 1/100
  • LED 20w: 1/60

confronto PL 11 - LED 20Presto posterò anche le foto con i LED sopra gli acquari per i quali sono stati  fatti, al momento ho solo le foto qui sotto, il confronto sopra l’acquario cubico con le Red Crystal (gamberetti) fra il piccolo “cannon-led” da 20 W e la luce standard, cioè una PL da 11 W.

Che ne dite? Anche dalle foto si capisce che il piccolo LED funziona bene e, dopo averlo appoggiato sull’acquario marino alto 55 cm, si vede chiaramente che penetra benissimo i 40-45 cm di distanza con il fondo di sabbia. Pensate che, tutto compreso, questa piccolo faretto è costato circa 25 euro e un’oretta di lavoro.
Quanto al colore… bhè su questo direi che, come rilevato da altri in vari forum, sembra più caldo dei gradi kelvin dichiarati. Quindi i 10.000° secondo me sono al massimo 9000, forse anche solo 8000, almeno dal confronto con le ATI da 12000° kelvin sopra al marino, che sembrano MOLTO più fredde. Per i miei gusti, insomma, in un acquario marino NON metterei LED da 10.000° kelvin da soli, ma mixati con i royal blu per raffreddare e coprire meglio lo spettro di emissione. Se poi usiamo molti LED, diciamo più di 12, allora anche un LED verde e rosso non mi dispiacerebbe… lasciato ad esempio senza lente concentrica, così che il colore si diffonda al massimo, ed entrambi collegati a un potenziometro (dimmer) per regolarne la potenza.

Dove metterò questi 20 watt? Proverò sopra al refugium sotto l’acquario marino.

Appena pronti, mostrerò qualche foto dei 5 LED da 1 watt, sto aspettando la pasta termica adesiva dalla Cina… è rimasta incastrata alla dogana da qualche parte perchè risulta “liquida”.

 

2 euphyllia dall'alto (frogspwan e parancora)Dopo ormai oltre 1 anno e mezzo dal suo allestimento, mi sembra di aver trovato un buon metodo di gestione per l’acquario marino in salotto, quello con il DSB, e gli animali rispondono bene, mostrandosi pieni di colori e in ottima forma. Peccato solo per il parco luci che, azzoppato a soli 4 tubi neon T5 da 39 watt + striscette di led blu e viola (prima erano 6 tubi…), sicuramente sarà migliorato a breve con una bella plafoniera a LED.
Proprio ieri ho fatto qualche test:

  • Nitrati: 2 mgl
  • Fosfati: assenti
  • Ca: 370
  • Mg: 1280

I nitriti non li ho misurati appositamente: negli ultimi 6-8 mesi li ho sempre trovati “alti”, cioè fra 0,02 e 0,05 mgl, nonostante nessun animale sembra risentirne e nonostante tanti sforzi per abbassarli (o magari farli proprio sparire…).

Questi valori sono ottenuti attraverso:

  1. cambio dell’acqua mensile del 15%
  2. dosaggio calcio: 50 ml di entrambe le boccette (metodo balling) a giorni alterni
  3. dosaggio Vodka: 0,5 ml a giorni alterni
  4. alimentazione pesci: una volta al giorno con alternanza di granulato e scaglie di alghe nori
  5. alimentazione invertebrati: 2 volte a settimana, una con artemia decorticata e l’altra con pezzetti di gamberi, cozze, vongole (entrambe con pompe spente per 2 ore)

Dai valori rilevati deduco di dover aumentare la dose di Calcio (uso il metodo BALLING, ma ammetto di saltare qualche dosaggio…) e, dopo aver aumentato l’illuminazione, potrei anche aumentare la frequenza del cibo dato a pesci i coralli, anche un minimo di fosfati e un i nitrati a 5 o 10 mgl non sarebbero un problema, e i coralli dovrebbero reagire con una maggiore crescita.

Anthias, pesce marinoDove riposa un Anthias? Il mio piccolo Anthias arancione ha scelto un nicchia nella roccia, e lì passa gran parte del tempo “buio”, cioè quello con le luci spente. Il bello è vederlo accudito dai 2 Lysmata debelius, che quasi lo proteggono, girandogli sempre intorno e spesso “spiluccando” qualcosa in mezzo alle branchie, fra le pinne, perfino in bocca.
Insomma i 3 sono uno spettacolo… ecco perchè ho fatto anche un piccolo video. :-)

Questi pesci, che dovrebbero essere tenuti in branco, diciamo almeno 3 esemplari, sono un incontro frequente per chi si immerge con e senza bombole nei mari tropicali, perchè si trovano da pochi metri di profondità fino ai 40, specialmente nella parte del reef rivolta al mare aperto. In tutti i documentari vedete spesso una “nuvola” di pesci che gravita attorno alle grandi colonie di coralli, per poi ritrarsi al loro interno all’avvicinarsi di un predatore, uomo compreso.
Sono insomma sempre in gruppo, mai fermi se non di notte.

In acquario sembra che possa avere difficoltà di alimentazione. In questo caso ho comprato (o meglio mi hanno regalato) un pesce che sembrava sano e soprattutto mangiava tranquillamente il cibo granulare. E infatti anche nel mio acquario marino, seppure solo dopo 10 giorni di vita eremitica dietro a una roccia, mangia senza problemi il cibo secco, così come l’artemia salina (e ci mancherebbe!). Unica difficoltà è che, ancora oggi a distanza di oltre 1 mese, soffre la differenza di dimensioni con lo Zebrasoma Desjardini, per cui devo fare attenzione a distribuire bene il cibo in più punti, così che anche lui come la coppia di pagliacci possa arrivarci.

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