Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
18 Sep
Ho trovato 2 acquari allestiti con 2 layout molto belli, il primo lo trovo anche abbastanza orginale.
La fonte sono 2 appassionati di “acquari naturali”: un negoziante francese che però si è stabilito in Giappone e il secondo invece vive negli Stati Uniti.
Acquario da poco meno di 100 litri (misure 90*30*36 cm), dotato di impianto di Co2 e filtro esterno, nel quale effettua cambi del 30% ogni settimana.
LUCE: 2*32W (NA-lamp di ADA da 8.000° kelvin)
FONDO: aquasoil , power sand , bacter100 , clear super , tourmaline BC , penacW (tutti prodotti ADA…)
Flora: Glossostigma elantinoides, Eleocharis vivipara, Echinodorus tenellus, Rotala sp. ‘Green’, Rotala indica.
Fauna: Paracheirodon simulans, Hasemania nana
Di questo acquario d’acqua dolce dedicato praticamente alle piante, di grande impatto estetico e fauna limitata, mi piace particolarmente l’uso dell’Eleocharis vivipara in un punto preciso del background, dà una buona impressione di movimento, sembra quasi una “vampata” di fuoco verde.
Direi che il lavoro principale è stato fatto con l’hardscape, cioè l’amministrazione delle rocce, la loro posizione e soprattutto inclinazione.
Acquario grande il doppio del precedente, 200 litri, sempre con Co2 e filtro esterno.
LUCE: 4×39w T5
FONDO: Ferka Aquabase (non conosco…)
Flora: Monosolenium tenerum, Eleocharis species, Staurogyne species, Cyperus helferi, Bolbitis heudelotii, Microsorum pteropus, Taxiphyllum montagnei
Fauna: Neocaridina denticulata sinensis, Caridina japonica, Hyphessobrycon amandae
Acquario allestito con materiali più semplici del precedente (e più economici) insieme a piante più comuni e facili da mantenere in salute. Sicuramente c’è stata una gestione attenta della vasca fin dall’inizio, altrimenti senza piante a crescita rapida avrebbe avuto qualche problema di alghe, cosa che il prprietario esclude sia accaduta.
16 May
Come sempre la domanda, quando si vede un nanoreef o un mini-acquario tropicale dolce è “da quanto tempo è allestito“?
Ed ancora “per quanto tempo sarà così bellino, realmente???”
In questo caso non posso rispondere a nessuna delle 2 domande…questo post serve solo per mostrare una bella foto di un piccolo acquario d’acqua dolce, affascinante, semplice e con la particolarità di avere la maggior parte del substrato coperto da rocce che, solo a tratti, fanno spuntare dei ciuffetti di Riccia. E una simpatica emulazione di albero sulla destra, sempre molto affascinante in questo tipo di layout.
I miniacquari sono spesso più affascinanti dei grandi…chissà perchè poi…
28 Apr
Ricetta per un RIPARIUM, altrimenti traducibile in italiano con “paludario di RIVA“:
Quindi, un riparium è un acquario aperto (senza comperchio…potete anche scoperchiare i vostri acquari commerciali, nessuno lo vieta!) con 1/3 di acqua dove nei restanti 2/3 possano crescere emerse alcune piante, piantate in qualche modo subito sotto il pelo dell’acqua per le piante “da laghetto” o da acquario che possano crescere anche emerse (Echinodorus, Hygrophila, Bacopa monnieri e tante altre), e invece subito sopra il livello dell’acqua per le piante terrestri, magari tropicali visto che si troveranno in un ambiente abbastanza umido e caldo, sotto le lampade (neon, HQL o HQI che siano) e subito sopra ad acqua intorno ai 24-26 gradi.
Per arrivare ai risultati visibili in foto, possiamo usare alcuni vasi e vasetti di plastica attaccati con le ventose al vetro posteriore, oppure appoggiati a rocce o legni, e volendo si può usare un qualche tipo di galleggiante (ad esempio la gomma piuma compatta, tipo quella usata in alcuni tappetini per la cucina o per i cassetti) per sorreggere emersi foglioline e rami che altrimenti scenderebbero in acqua…legati ai tronchi o anch’essi ancorati con ventosa al vetro.
Formano una specie di praticello galleggiante molto attraente (ricordiamo comunque che la parte bassa sarà in ombra. Un ombra non-totale ma sempre ombra, per cui le piante agli angoli possono essere anche un po’ più esigenti (compatibilmente con la copertura delle lampade che montiamo), mentre proprio sotto le piante emerse possiamo posizionare sassi o legni con muschi e qualche pianta poco esigente in fatto di luce, come le Anubias o il Microsorium.
Altra tecnica interessante
Qui un bell’esempio con ambientazione MESSICO (un biotopo…più o meno) e un bel post nel forum di AquaticplantCentral molto esplicativo, poi un blog sull’argomento.
E qui qualche prodotto specifico e alcuni articoli in costruzione.
Fino ad oggi, per tutte le varie sfumature di allestimento, flora e fauna, posso ricordare l’esistenza di parecchi nomi per gli acquari allestiti con poca acqua: paludari, terrari, plantari, vivari e questi “nuovi nati”, i RIPARI.