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Vi segnalo un link al blog Nature Aquariums & Aquascapes of Samit Roy“, un cui si racconta l’allestimento di un layout in un piccolo acquario tropicale d’acqua dolce. Semplice ma credo abbastanza d’effetto. Anche le piante sono facili, forse giusto la Cabomba potrebbe essere evitate per facilitare ancor più le cose, sostituita da Vallisnaria, ad esempio…
Usa rocce lisce, una buona scelta che facilità anche il loro reperimento nei garden a pochi euro al kg…per non arrivare ai 15-20 delle rocce ADA, per capirci…

Si trovano molte foto, sia dell’allestimento sia di particolari in fase di preparazione, subito a vasca riempita e dopo diversi giorni dall’avvio dell’acquario, fino a 4 settimane.

Come ancorare la Riccia a rocce e sassi?

Conoscete la Riccia, la pianta per acquari?
In rete se ne trovano diversi…ma secondo me quest’articolo su un sito americano è semplice, con diverse foto e comprensibile.
Parla del modo migliore in assoluto per fissare la Riccia, nota pianta galleggiante, a rocce, legni e soprattutto sassi, meglio piatti. :-)
Questa particolare piantina, messa su tanti sassetti, può creare stupendi layout in acquario…macchie di colore verde chiaro che con la co2 nelle ore serali ci regalano un simpatico “perlage”.

Avendo provato questo metodo, posso dire che non è semplicissimo…ma funziona. :-)
Bisogna fare prima di tutto attenzione a fissare bene la retina dietro la roccia, per non trovarsela a girare in acquario trasportata dalla corrente!
Poi ricordarsi di tagliare regolarmente la Riccia, altrimenti crescendo troppo è facile che la parte sotto, più vicina alla roccia, marcisca e faccia poi staccare ciò che è cresciuto sopra.

Attenzione perchè la Riccia è comunque una pianta definibile “infestante”. Al momento di tagliarla/potarla poter appunto togliere dall’acqua le singole rocce è molto comodo per non trovarsi con tanti pezzetti di Riccia fluitans che “fluitans-ano” in acquario…annidandosi in qualsiasi anfratto utile e, se esposto alla luce, crescendo anche lì dove non avrebbe dovuto… :-(

Riccia fluitans in acquario...con bollicine di ossigeno

Gravelit e/o spugna per sopraelevare il fondo?

Alcuni allestimenti prevedono la costruzione di notevoli dislivelli sulla parte posteriore di una vasca, diciamo oltre i 20 cm.
Solitamente sono realizzati utilizzando il materiale di fondo
e sono anche utili perchè alcune piante con grande apparato radicale beneficiano di uno spessore notevole di substrato…però in alcuni casi è evidente che l’acquisto di sacchi e sacchi di terre “speciali” di vario tipo può essere MOLTO costoso.
Pensiamo ad esempio a chi allestisce acquari grandi usando gli ottimi e pregiati e costosi materiali dell’ADA, nota casa giapponese.
Alternativa molto usata è anche la Flourite, ma anche lei non scherza con i suoi circa 30€ per il sacco da 7 kg…
Vi posso suggerire 2 alternative che ritengo valide, ma che personalmente non ho ancora avuto modo di provare nei miei acquari:

  1. miscelare il substrato con del GRAVELIT della PetCompany (o come lo trovate in vendita), comunque con un terricio molto poroso.
    Non ho esattamente un link da fornire perchè sono ancora in cerca di questo prodotto in vendita online…ho letto di molti che lo hanno comprato negli ipermercati, io ancora non l’ho incrociato…ma cercherò ancora. :-)
  2. inserire sotto a tutto un bel pezzo di spugnona compatta, che regga il peso, magari deformandosi ma non cedendo in pieno.
    Come in questo acquario di  Massimo Faberi
    Questa soluzione mi piace perchè, anche se non sono convinto sia più economica del Gravelit, esteticamente è meno impattante, infatti il Gravelit comunque si dovrebbe mischiare al resto del terriccio, mettendolo sotto prima o poi risale…a meno di non “imbrigliare” in qualche modo questo substrato. Alcuni utilizzano una retina di plastica o di alluminio…ma bisogna anche trovarla con le maglie giuste perchè le radici possa entrarvi, così come l’acqua scorrervi, ma il ghiaino non possa uscirne.

Entrambe queste soluzioni possono diventare un substrato per l’insediamento batterico, anche se nel caso della spugna difficilmente sarebbe però una riserva di nutrienti, al contrario del Gravelit…Il vantaggio invece della spugna è che l’acqua scorrerebbe al suo interno più facilmente e quindi arriverebbe anche più ossigeno e si eviterebbero potenziali zone anossiche (senza ossigeno) nel caso di fondi particolamente alti (diciamo oltre i 20 cm).

Per il mio prossimo layout cercherò prima di tutto il Gravelit per creare dislivelli fino a 20 cm, se dovessi vedere che arrivo ad un’altezza maggiore allora mi doterò anche di spugna o spugne da appoggiare al fondo.

Aggiornamento: alla fine ho usato diversi pezzi si spugna blu, e mi son trovato bene.

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