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Archivio per ‘Orchidee’ Categoria

Settembre 2011
Piccola Serra Tropicale, ripulita dopo l'estate 2011

Marzo 2010

Aprile 2009

terrario / orchidario, aggiornato ad aprile 2009

Marzo 2009

Orchidario, ma anche con piante carnivore

VENDUTA – La piccola serra tropicale l’ho venduta a gennaio 2012, dopo quasi 3 anni e diverse piante ospitate.

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La serra (o meglio serretta… viste le dimensioni) ha l’obiettivo di ospitare piante tropicali, principalmente orchidee e piante carnivore, prendendo confidenza con le loro esigenze e imparare anche a riprodurle.
E’ una teca in vetro della Ottavi con 2 antine a scorrimento anteriori e griglie di areazione, una in alto e una davanti, da me chiuse quasi completamente per minimizzare la fuoriuscita di aria umida.
Misure: 80×50 altezza 70 cm
Illuminazione: PL 55 watt 5500° kelvin
Movimento aria: 2 piccole ventole “da processore” in alto + ventola 10×10 in basso
Temperatura: in inverno minima 18° e massima 25, in estate…spero simile!
Umidità: minima 70% e massima 90% (la notte)
Accessori: ventola 14×14 cm su vaschetta d’acqua, per mantenere costante ed elevata l’umidità

Piante ospitate:

Orchidee

  • Phalenopsis mini (viola)
  • Phalenopsis (?)
  • Gastrochilus obliquus (Tailandia)
  • Kefersteimia tolimensis (ao-02579)

Carnivore

  • Pinguicula (x Hans o Gigantea?)

Varie

  • Anthurium Andreanum
  • Guzmania (?)
  • Fittonia (verde)


Orchidario 80x50x70 (terrario)

orchidario con orchidee, piante carnivore e tropicaliFinalmente l’orchidario/terrario ha preso forma e ospita già qualche pianta…soprattutto piantine diverse dalle orchidee, per le quali invece aspetto trepidante la mostra di Monte Porzio Catone (Orchidee in centro“, dal 3 al 5 aprile 2009) :-)

Ancora non mi soddisfa la sistemazione interna, non ho trovato le plastiche bianche a quadratoni per i controsoffitti tanto usate in USA, ho scoperto che non posso tenere più di 2 mm di acqua sul fondo pena la sua fuoriuscita sul mobile con sotto le mie camicie, quindi devo

  • attrezzare l’interno con qualche forma di ripiano per mettere in risalto le piantine più piccole e non avere tutto lo spazio appiattito nella prospettiva e anche piante troppo lontane dalla luce.
  • valutare quale  “sistema” usare per aumentare l’umidità che, attualmente, si mantiene fra il 55% e il 65%, poca rispetto al 50% che ho normalmente fuori dal terrario…è  necessario un sistema che immetta umidità o spruzzi una fitta nebbiolina (fog o mist). Quindi un generatore di nebbia ad ultrasuoni, magari con una ventolina che spinga la nebbia verso l’alto…sapendo che comunque ricadrà in basso, oppure un sistema di “misting”, che cioè “annaffi” le piante con una nebbiolina finissima tramite una pompa ad alta pressione e bassa portata collegata ad ugelli specifici. Attenzione però alle eventuali marcescenze…bagnare troppo significherebbe rischiare di perdere piante per la troppa acqua…Potrei autocostruire questo sistema, oppure acquistare un kit completo (più o meno commerciale…ne esistono insomma di diversi “livelli” e per diverse dimensioni di ambiente da umidificare/bagnare)
  • valutare la necessità di un sistema di irrigazione che consenta alla piante di resistere durante la vacanza estiva, che avrà durata di minimo 2 settimane e massimo 3. A mio parere se si genera una forte umidità, diciamo superiore all’80%, per questo periodo le piante potrebbero resistere almeno 2 settimane senza essere innaffiate…ma continuo a documentarmi nei forum leggendo le esperienze altrui

Orchidario e Terrario, ma senza rettiliPiante ospitate ad oggi:

Orchidee

  • Phalenopsis mini (viola)
  • Phalenopsis (?)

Carnivore (mi manca l’Heliamphora minor e posso ritenermi soddisfatto come inizio)

  • Dionaea muscipula “verde” (ridotta ai minimi termini…ha forse 4 foglie)
  • Pinguicula (x Hans o Gigantea?)
  • Drosera Capensis “typical”
  • Sarracenia (bassa e piccola)

Varie

  • Anthurium Andreanum
  • Guzmania (?)
  • Fittonia (verde)
  • Fittonia (rossa)
  • Tillandsia usneoides

Esigenze di ciascuna…riassunte:

- Anthurium Andreanum
Temperatura costante intorno ai 21/27°C e umidità intorno al 70%.
Molta luce e substrato sempre umido, va concimato con fertilizzanti liquidi da aprile fino a settembre ogni due settimane. Durante il periodo autunnale ed invernale le concimazioni vanno sospese.

- Guzmania
Buona luce
acqua (meglio piovana o demineralizzata) direttamente nella rosetta centrale
fertilizzante liquido da aprile a settembre

- Fittonia
Posizione ombreggiata con temperature d’estate tra i 24-27°C.
Terriccio sia sempre umido (non inzuppato) sia d’estate che d’inverno.
Nel periodo primaverile-estivo è opportuno concimare la nostra Fittonia con un buon concime liquido ogni 2-3 settimane aggiungendolo all’acqua d’irrigazione. Durante gli altri periodi le concimazioni vanno sospese.

- Pinguicula
Luce normale
Tenere i vasi in 2 cm circa d’acqua durante l’estate, vanno tenuti invece appena umidi durante l’inverno.

- Dionaea muscipula
NON fertilizzare
Rinvasare ogni 2 anni, molta luce, terreno sempre umido…meglio sottovaso con 2-3 cm di acqua.
Vive comunque benissimo all’aperto, sopportando temperature da 0 a 35°!
Riposo invernale: sotto i 10°, non può stare sempre nel terrario a 20°, e senza sottovaso, innaffiare dall’alto spesso, quando la parte superficiale è tutta asciutta

- Drosera Capensis “typical”
In inverno va tenuta sotto i 10° e vuole sempre molta luce così come terreno sempre umido, d’estate meglio il sottovaso. Rinvaso meglio da febbraio ad aprile. Se tenuta  temperature inferiori a 5° la pianta può perdere le foglie ma, se è abbastanza robusta, essa riprende a vegetare al ritorno della primavera. Lo sfagno è un ottimo compagno.
Facile riproduzione

- Sarracenia
Molta luce, sempre bagnata meglio con sottovaso. Riposo vegetativo sotto i 5° e terreno sempre umido…ma non bagnato. Lontana dallo sfagno.

- Tillandsia usneoides
Umidità elevata, nessuna irrigazione, al limite può essere messa “in ammollo” ogni 2-3 settimane.

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  • Categoria: Orchidee
  • Phalenopsis in coltura semi idroponicaRaccolgo appunti e link sulle orchidee in semi-idroponica (Semi-Hydroponic Culture), una tecnica colturale che sembra sia una vera e positiva innovazione nel campo della coltivazione amatoriale delle orchidee, in casa e fuori, diciamo da un paio di anni a questa parte. Se ne parla soprattutto all’estero, meno in Italia…almeno dalle mie ricerche.
    Se qualche lettore avesse per caso esperienza in merito…i commenti sono qui sotto per condividerla. :-)
    Personalmente ancora non ho avuto modo di provarla, ma entro l’estate vorrei proprio sistemare 2 piantine di specie diverse con questo metodo, una fuori e una dentro l‘orchidario.

    E’ una coltivazione che non sostituisce l’utilizzo di orchidari e terrari, perfetti per dare il clima più simile a quello che le piante trovano in natura, ma aiuta in tutti i casi in cui non si vuole o non si può tenere un accessorio del genere dentro casa.
    In cosa consiste?
    E’ molto semplice: si usano dei vasi di plastica trasparente, meglio se un po’ più alti di quelli “classici” per orchide, chiusi alla base ma con 2 buchi a circa 3-4 cm dal fondo. Come substrato di coltivazione si usa l’argilla espansa normale, di dimensioni abbondanti, 10-15 mm, non quella piccolissima per capirci.

    Con questo sistema l’orchidea avrà la possibilità di avere sempre disponibile una riserva di acqua e fertilizzante sul fondo, così che l’argilla per capillarità sarà tutta umida, tranna il primissimo strato in superficie, che si asciuga velocamente per il contatto con l’aria. Noi dovremo solo innaffiare fino al limite superiore del vaso…poi dai buchi laterali uscirà l’acqua in eccesso, che potremmo raccogliere in un sottovaso per riutilizzarla per le altre piante. Non possiamo innaffiare troppo perchè dai buchi automaticamente uscirà l’acqua in eccesso. Le radici potranno poi scegliere il grado di umidità desiderato, allungandosi fino a toccare l’acqua sul fondo, se preferiscono. :-)
    semi hydroponic culture, anche per altre specie oltre le classiche PhalenopsisI grossi granuli di argilla, inoltre, hanno il grandissimo pregio di far passare tranquillamente l’aria fra le radici, cosa molto importante per evitare che marciscano. Sembra infatti che il principale motivo di morte fra le orchidee coltivate in casa è proprio per la troppa acqua e la poca aria alle radici.
    L’uso del concime deve essere costante, ad ogni innaffiatura, e sembra che sia meglio diluirlo moltissimo, specialmente nelle fasi iniziali del radicamento.

    Sembra validissima soprattutto per  Phragmipediums e Cymbidium, ma è valida anche per tante altre specie e ha il pregio innegabile di

    - fornire umidità costante alle radici delle pianta (non alle foglie…però) ma anche buona areazione
    - facilitarci nel riconoscere QUANDO annaffiare…ce lo dice il nostro vaso
    - facilitare anche la somministrazione di concime alle radici
    - permetterci di allontanarci per alcuni giorni dalle piante senza patemi

    Infine, per avere la sicurezza di usare argilla veramente NEUTRA, quindi pulita e che non rilasci nulla alle radici delle orchidee, potremmo usare questa sequenza di azioni:

    1. macerare in acqua calda per 24 ore con aggiunta di qualche goccia di varecchina ed un cucchiaino di sapone neutro
    2. Dopo 24 ore risciacquare  e mettere ancora a macerare in acqua calda
    3. Dopo altre 24 risciaquare fino a che non sono completamente sparite le tracce di sapone o sali o terra, insomma quando dalle “biglie” di argilla esce solo acqua pulitissima!

    Posto anche un link a un’enorme lista di specie che sono state coltivate con successo in coltura semi-idroponica.

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  • Categoria: Orchidee
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