Come penso, fotografo e vivo la mia passione per gli acquari, i pesci e il mondo acquatico: ACQUARIOFILIA
17 Mar
Da tanti anni pensavo di allevare qualche Killi in casa, mi sono sempre piaciuti i pesci piccoli e colorati…a partire dai "sempreverdi" Guppy (Poecilia reticulata).
Poi per mancanza di spazio per vaschette e a accessori vari per accoglierli al meglio, ho sempre rimandato…ora i tempi sono più maturi, ho messo 2 piccoli acquari in bagno e son partite le prime esperienze con i killifish della specie Austrolebias nigripinnis.
Condivido quindi qualche mio appunto, riflessione, fotografia, link utile, sperando che quanti più possibile vengano al congresso AIK a Ferrara, a metà aprile.
Partiamo dalle basi: le associazioni più conosciute sono l’italiana AIK e l’americana AKA. Su entrambi i siti, quindi sia in italiano che in inglese, trovate alcuni articoli dedicati proprio ai principiante, con gli elementi base per conoscere questi particolari pescetti che provengono un po’ da tutto il mondo.
Quindi io mi limito ad una specie di micro-FAQ Frequently Asked Questions): .
Quali le specie che mi piacciono e potrei allevarem oltre agli A. Nigripinnis:
Simpsonichthys magnificus, carlettoi, Picturatus, reticulatus, urucuia, antenoti o heloplites, fuliminatis, parallelus
Magnifico Killi annuale sud americano, arriva a 4 cm di lunghezza!
Le differenze fra il magnificus e il picturatus consistono in una maggiore percentuale di verde nella colorazione del magnificus. Ha bisogno del riscaldatore? Perchè sembra che la temperatura minima di allevamento è di 23°.
5 mesi di diapausa, depone sul fondo. PH consigliato, da 7 a 7.5
Annuale particolarmente colorato, piccolissimo (4-5 cm al massimo) e interessante, sembra facile da allevare. Leggendo alcuni feedback di chi lo ha allevato, non è chiaro se posso essere tenuto in acquari anche con altri pesci. Sembra che si possa riuscire se i coinquilini sono molto tranquilli, ma alcuni sembra invece siano riusciti a tenerli in acquari anche ciclidi nani.
Raccolto la prima volta, pare, nel 1997, questa specie è l’unica del genere che presenta una colorazione blu-verde intensa senza rosso nel corpo e nella coda e con una femmina che presenta una colorazione simile (ma molto meno intensa) al maschio.
N. fuscotaeniatus si può allevare e riprodurre in acqua normale di rubinetto con un pH di circa 7-8 e una durezza totale attorno agli 11° DGH. La temperatura di allevamento deve essere di 22-24°C durante il giorno e scendere intorno ai 20°C la notte. La diapausa è di 2-3 mesi, lo stesso periodo dopo il quale i piccoli diventano sessualmente matori. Mentre l’acqua per la schiusa deve essere un po’ più fredda, fra i 16° e i 18°. I piccoli appena nati dalle uova riescono a predare i naupli di artemia e i genitori, a differenza di altre specie di notobranchius, non mangiano le proprie uova. Quindi per me come per molti amici acquariofili…a trovarne le uova, questo fuscotaeniaatus sarebbe un pesce perfetto da tenere anche senza riscaldatore in piccole vaschette.
Scheda dettagliata sul sito AIK
Nothobranchius Korthausae (in foto nella colorazione tutta rossa)
Molto particolare per le pinne di colore intenso e omogeneo, lungo al massimo 5 cm., la varietà rossa (non so se è proprio una specie…) è quella ritratta in foto, ma anche la varietà "normale" (yellow) è molto bella per le sue pinne gialle e nere, nettamente in contrasto con i colori verde e azzurro sul corpo. Come tutti i Notobranchius preferisce il cibo vivo, e con questo riesce a far risplendere al meglio i suoi colori. E’ un pesce tranquillo, facile da allevare e riprodurre, può vivere in gruppo e quindi è possibile tentare di farlo convivere con pesci tropicali di specie differenti.
Ho trovato info contrastanti sul PH desiderato…praticamente sembra possa vivere benissimo a qualunque PH, da 5.5 a 8…e con acqua di durezza molto variabile, anche dura.
Nothobranchius patrizii
Piccolino anche lui, questo killi arriva al massimo a 5 cm. Non ho trovato altre info utili…purtroppo.
Comunque mi piace…almeno dalle poche foto trovate
Nothobranchius rachovii , diffusa nel Mozambico (AFRICA) e in SudAfrica, nelle pianure costiere vicino a Beira e nelle paludi del Parco Nazionale Kruger.
Possono vivere anche sotto i 22°, anche se i migliori risultati si hanno con temperature fra i 22° e i 24°, la comune acqua del rubinetto va bene. Gli adulti raggiungono una lunghezza di 6 cm.
I piccoli appena nati, avannotti, mangiano da subito nuapli di Artemia salina e in circa 40-50 giorni i giovani rachovii saranno già in grado di riprodursi. Diapausa di 7-8 mesi, ma sembra che tenendo le uova a temperature alte, 26-28°, questa si riduca a 4-5 mesi.
Altre specie di Killifish di cui non ho ancora raccolto informazioni, ma ho goduto solo delle loro foto:
Una specie secondo me molto bella e particolare, ma che è sconsigliabile per un "principiante" di Killi:
Pseudoepiplatys annulatus
http://www.killi.co.uk/speciesProfile/Pseudoepiplatys/annulatus/
Non annuali dell’Africa occidentale, delicati ma in natura abbondanti in Monrovia, in Liberia, Kasewi in Sierra Leone e Conakry (Guinea), produzione di uova ridotta, è facile vedere crescere i piccoli insieme agli adutli.
L’acqua deve essere acida, soffice e ricca di torba. Le uova sono piccolissime e purtroppo i piccoli appena nati è necessario siano alimentati con infusori o altri cibi piccolissimi. I naupli di artemia risultano troppo grandi.
Li vendono qui, ma per la questione delle dimensioni degli avannotti li reputo non adatti alla specie che posso ospitare e far prosperare.
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27 Feb
Articolo sul Corriere della Sera…mica sull’ultimo blog della blogospera, capito?
Sembra insomma che i pesci in questione, Gambusia holbrooki, sappiano "far di conto" e operare delle scelte sulla base del numero di individui della stessa specie che si trovano davanti. Le ricerche sono state svolte a Padova e si evidenzia come i piccoli pesci riescano a scegliere il gruppo più numeroso al quale aggregarsi, ma solo se il totale dei pesci nel gruppo è inferiore a 4, oltre il 4 vanno nel pallone e scelgono a caso…a volte trovano il gruppo più numeroso…molte altre no.
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26 Feb
Grazie al mitico AIK (Associazione Italiano Killifish) ho avuto delle piccole e sferiche uova di Austrolebias nigripinnis Arroyo Tajamar, un pesce appartenente alla grande e famosa famiglia dei Killi. In questo caso parliamo di un Killifish annuale originario del sud America (Argentina, Paraguay, Uruguay).
Le uova erano state imbustate il 9 ottobre 2007…la diapausa consigliata era di 4-5 mesi…quindi domenica ho messo a fare le artemie, cioè a schiudere le uova per ottenere i naupli freschi freschi, e ho preparato un recipiente da alimenti, per essere pronta alla mia prima esperienza di schiusa di uova di killi!
Di Austrolebias nigripinnis se ne conoscono diverse varietà, esattamente:
Arroyo tajamar
Carmelo
Dique Luján, Camino de la vía muerta
Ibicuisito
Las Virolas
MSL 91-2
Nancay
punta lara and molino brazo largo
Sagastome
Le differenze sono minime, ma comunque visibili nei maschi, tutti molto scuri con puntini o macchiette lunghe e strette di colore azzurro-blu molto accese, splendenti. Le femmine appaiono, come quasi tutti i killi, molto scialbe, prive di colori, biancastre.
E questa sera, come vedete dalle foto, ho schiuso le uova fra le 20.30 e le 23.00. Prima ho provato a contare le uova che si riuscivano a separare dalla torba, erano 18 e tutte del colore ambrato "giusto", non erano insomma bianche e quindi ammuffite/marce. Sapevo quindi quanti avannotti avrei dovuto aspettarmi, più o meno.
E già dopo 30-40 minuti sono comparsi i primi 4 avannotti appena nati pesciolini piccolissimi, ma in fondo delle stesse dimensioni di una piccolo di scalare, nulla di "invisibile".
In pratica in un recipiente da aliminti ho messo la torba e poi ho spruzzato, vaporizzata, l’acqua sulla torba fino a comprirla per 2-3 cm, avrò quindi nel recipiente meno di 1 litro d’acqua, 50% rubinetto romano (decantata) e 50% osmosi.
Ho poi raccolto delicatamente con una siringa con tubicino in cima gli avannotti, uno ad uno, mettendoli in un piccolissimo acquario in vetro da 4 litri che già avevo, pulito e riempito per metà con acqua di rubinetto (decantata) e 50% osmosi, con l’aggiunto di 1/4 di cucchiaino di sale marino. Fino a questo momento ho contato circa 16 avannotti, che si muovono e sembrano stare bene, anche se non cacciano l’artemia, sembrano un po’ stanchi e se ne stanno sul fondo…sbattendo la codina e facendo qualche movimento ogni tanto, ma senza stancarsi troppo. Spero che domani iniziano a mangiare l’artemia che gli ho messo in acqua…così da riempirsi il pancino colorandolo di rosa.
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