Acquariando

Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico

Archivio per ‘Pesci d'acqua dolce’ Categoria

Articolo sul Corriere della Sera…mica sull’ultimo blog della blogospera, capito?

Sembra insomma che i pesci in questione, Gambusia holbrooki, sappiano "far di conto" e operare delle scelte sulla base del numero di individui della stessa specie che si trovano davanti. Le ricerche sono state svolte a Padova e si evidenzia come i piccoli pesci riescano a scegliere il gruppo più numeroso al quale aggregarsi, ma solo se il totale dei pesci nel gruppo è inferiore a 4, oltre il 4 vanno nel pallone e scelgono a caso…a volte trovano il gruppo più numeroso…molte altre no. :-)

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Grazie al mitico AIK (Associazione Italiano Killifish) ho avuto delle piccole e sferiche uova di Austrolebias nigripinnis Arroyo Tajamar, un pesce appartenente alla grande e famosa famiglia dei Killi. In questo caso parliamo di un Killifish annuale originario del sud America (Argentina, Paraguay, Uruguay).

Le uova erano state imbustate il 9 ottobre 2007…la diapausa consigliata era di 4-5 mesi…quindi domenica ho messo a fare le artemie, cioè a schiudere le uova per ottenere i naupli freschi freschi, e ho preparato un recipiente da alimenti, per essere pronta alla mia prima esperienza di schiusa di uova di killi! :-)

Di Austrolebias nigripinnis se ne conoscono diverse varietà, esattamente:

Arroyo tajamar
Carmelo
Dique Luján, Camino de la vía muerta
Ibicuisito
Las Virolas
MSL 91-2
Nancay
punta lara and molino brazo largo
Sagastome

Le differenze sono minime, ma comunque visibili nei maschi, tutti molto scuri con puntini o macchiette lunghe e strette di colore azzurro-blu molto accese, splendenti. Le femmine appaiono, come quasi tutti i killi, molto scialbe, prive di colori, biancastre.

Dettaglio delle uova di killifish che ho raccolto nella torba inviatami da un socio AIKE questa sera, come vedete dalle foto, ho schiuso le uova fra le 20.30 e le 23.00. Prima ho provato a contare le uova che si riuscivano a separare dalla torba, erano 18 e tutte del colore ambrato "giusto", non erano insomma bianche e quindi ammuffite/marce. Sapevo quindi quanti avannotti avrei dovuto aspettarmi, più o meno.
E già dopo 30-40 minuti sono comparsi i primi 4 avannotti appena nati pesciolini piccolissimi, ma in fondo delle stesse dimensioni di una piccolo di scalare, nulla di "invisibile".
In pratica in un recipiente da aliminti ho messo la torba e poi ho spruzzato, vaporizzata, l’acqua sulla torba fino a comprirla per 2-3 cm, avrò quindi nel recipiente meno di 1 litro d’acqua, 50% rubinetto romano (decantata) e 50% osmosi.
 

Ho poi raccolto delicatamente con una siringa con tubicino in cima gli avannotti, uno ad uno, mettendoli in un piccolissimo acquario in vetro da 4 litri che già avevo, pulito e riempito per metà con acqua di rubinetto (decantata) e 50% osmosi, con l’aggiunto di 1/4 di cucchiaino di sale marino. Fino a questo momento ho contato circa 16 avannotti, che si muovono e sembrano stare bene, anche se non cacciano l’artemia, sembrano un po’ stanchi e se ne stanno sul fondo…sbattendo la codina e facendo qualche movimento ogni tanto, ma senza stancarsi troppo. Spero che domani iniziano a mangiare l’artemia che gli ho messo in acqua…così da riempirsi il pancino colorandolo di rosa. :-)

 

Vaschetta di schiusa delle uova di killi, circa 1 litro, è un recipiente per alimenti in plasticaTorba con uova di killi, prima la conta e poi la schiusa

 

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Un primo piano di un bell'esemplare adulto di OSCAR, cioè di Astronotus ocellatus"sto per acquistare un acquario da 300 lt lordi, dotato di pompa da 900 lt/h, filtro interno con anche i cannolicchi e riscaldatore; a cui ho aggiunto due aeratori, dentro ci metterò 2 oscar, ad oggi, di 5 cm circa, e un paio di pulitori fondo e vetro, volevo gentilmente sapere se secondo te può andare bene per loro l’acquario così allestito e come poterlo arredare piante, pietre, legni e che fondo…?"

Un mio omonimo (e ce ne sono pochi…non so se ci avete mai fatto caso…) ha qualche dubbio sulla sua futura vasca, acquario che dovrà contenere 2 esemplari di una delle specie più conosciute dei ciclidi americani, lAstronotus ocellatus, altrimenti detto OSCAR.
In USA questi grandi e "cattivi" ciclidi sono molto diffusi, un po’ come i Piranhas, in Italia un po’ meno per via della quantità d’acqua di cui hanno bisogno e della conseguente difficoltà di trovare dei coinquilini validi per pesci così aggressivi.
Un acquario da 300 litri è sicuramente sufficiente per 2 Oscar, da giovani come da adulti, mentre bisogna fare attenzione alla filtrazione  perchè sono animali che mangiano molto, crescono velocemente e "chiedono" cibo in continuazione.
Quindi:

- la pompa da 900 litri orari non sono sicuro che a lungo termine possa essere sufficiente, anche perchè è necessario smuovere parecchio la superificie dell’acqua per ossigenarla ma anche per creare tanta corrente che possa portare quanti più "scarti" possibili dentro il filtro.
Quindi o metti una seconda pompa o un secondo filtro che spinga acqua dalla parte opposta,
- controlla anche che ci sia una buona quantità di cannolicchi e che non si cia troppo spazio inutilizzato o occupato da troppa spugna. Potresti anche comprare dei cannolicchi più "performanti" da subito, se puoi, in aggiunta ai classici. Costano di più ma ti permettono di sfruttare al massimo lo spazio a tua disposizione. La spugna deve fare da filtro meccanico, va pulita spesso, è inutile che sia tanta, bastano 10 cm di spessore per bloccare le impurità e se la pulisci ogni settimana vedrai che non si sporcherà troppo, intasandosi.

Pulitori: cosa pensi di metterci? I pulitori "classici" no vanno assolutamente bene con gli Astronotus, se li pappano o subito o fra un paio di mesi. Niente Girinochelius, niente Ancistrus, niente Corydoras, Otocinclus o altri piccoli Loricaridi. Puoi e devi puntare direttamente sui grandi Loricaridi, come i Plecostomus e comprarne 2 o 3 già belli grandi. Spesso qualcuno se li vende "usati", cioè vecchiotti perchè cresciuti molto non li vuole più in acquario.

Piante e arredo: puoi provare a mettere qualche pianta…ma non ti ci affezionare. :-)
Almeno finchè gli Oscar sono piccoli, prova con le piante più "coriacee", meno tenerelle in bocca, come le Anubias e il Microsorium.
Arreda con legni e qualche sassetto che ci si abbini bene. Ma se trovi delle belle radici grandi, puoi usarle per ancorarci le piante e creare un ambiente almeno un minimo naturale.

Fondo: dovrai sifonarlo spesso quindi ti basterà uno strato leggero, 3-4 cm, di ghiaino da acquario. Che sia esente da calcio non t’importa.

Anche io da ragazzo, durante gli anni dell’università, ho avuto anch’io degli Astronostu ocellatus…diciamo che un po’ è colpa loro se ho aumentato a dismisura gli acquari nelle mie case! Infatti mia madre mi regalò 2 piccoli e stupendi pesciolini, comprati a Napoli senza sapere minimamente cosa fosser e che esigenze avessero…io li ho messi in un 80 litri insieme a Guppy, Black molly e pesci pulitori. Chiaramente anche se piccoli dopo pochi giorni iniziarono a sparire tutti gli altri pesci! Ho quindi comprato un acquarione "commerciale" da 350 litri e ho iniziato a farli crescere insieme ad altri 2 giovani. Li ho però tenuti solo un anno, presto mi hanno stancato. Proprio perchè grandi, con il faccione e i comportamenti simili ad un animale domestico (cibo dalle mani, piccoli giochini, ecc.) hanno finito per darmi l’impressione opposta al naturacquario che tanto mi piace: sembrava di avere creato una grande gabbia per questi 4 pescioni. Oltretutto crescendo tendono a perdere la livrea tigrata con le macchie rosso/arancioni che da giovani li contraddistinguono, diventando dei grossi e famelici pesci grigi…che dentro un acquario senza piante e senz altri inquilini davano un’immagine desolante.

Mi dispiace dare a Raffaele questo scenario, ma per me è stato uno di quei momenti "topici" della vita di un acquariofilo, in cui ho capito che volevo acquari che creassero degli ambienti naturali il più possibile, proporzionati ai pesci, che non assomigliassero a gabbie come possono essere quelle di criceti o uccellini. Infatti ho poi trasformato con soddisfazione la stessa vasca in un acquario dedicato ai ciclidi dei grandi laghi africani, in particolare alle specie più tranquille del lago Tanganika.

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