Acquariando: pesci in acquario dal 1997

Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico

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Come piantare le piante in acquario?

Estrarre la pianta dal vasetto di plasticaCome inserire correttamente le piante nel substrato dell’acquario?
piantare le piante” sembra semplice…ma può anche essere un’arte! :-)
Oltretutto mi capita spesso di leggere “cose strane” sui forum in giro…per cui è evidente che non tutti hanno in mente i passi che intercorrono fra la scelta delle piante in negozio fino a poterle ammirare seduti sul divano.

  1. scegliete le piante migliori, quelle verdi e ricche di foglie. Se sono gli ultimi 2 striminziti esemplari rimasti in negozio…lascietele dove sono, rimandere di qualche giorno l’acquisto sarà solo un bene
  2. una volta a casa con le piantine nel sacchetto non è necessario l’acclimatamento come invece per pesci e invertebrati: una volta “nude”, con le radici libere da lana (magari leggermente accorciate), carta o vasetto, possono essere messe in acquario
  3. con tutta calma, mentre loro galleggiano, studiate dove piantarle, pensando non solo alle loro esigenze OGGI, che magari sono piccine, pensate anche a quando saranno cresciute più alte o più larghe.
  4. con delle “apposite” pinzette lunghe (si trovano nei negozi di acquari o anche in quelli di filatelia) le prendete alla base, meglio raccogliando un po’ di radici, e le spingete delicatamente sotto il ghiaino. Piano-piano, con la punta delle dite tenete ferma la pianta al suo posto mentre allentate la stretta sulla pinzetta e la estraete lentamente.
  5. per le piante basse, come la Glossostigma o altre “da prato”, se al primo tentativo le piante tornano su…provate a coprirle quasi completamente da un sottile strato di ghiaino…pochi granelli…saranno poi loro a “venir su” dopo qualche giorno per trovare la luce.
  6. Se qualche radice spunta dal terriccio, sempre con la pinzetta interratela, stando attenti a non farne uscire delle altre.
  7. Dovreste ora trovarvi la pianta interrata per almeno 4-5 cm, sufficienti a meno di non avere forte corrente nel vostro acquario. Se così fosse non vi resta che, prima di piantarle, legare le radici delle piantine ad un sassetto, così che interrandolo insieme alla piantina, sotto di essa, faccia da “ancora” e la trattenga al suo posto.

E per finire…un video abbastanza lungo e di facile comprensione, pubblicato da Tropica.

seachem excelEsiste la possibilità di integrare la quantità di carbonio a disposizione delle piante in acquario, attraverso l’utilizzo di alcuni prodotti chimici venduti da aziende acquariologiche.

La normale fonte di Co2 in acquario sono gli impianti con bombola di varie dimensioni (mediamente fra i 500 gr. e i 2 kg), con regolatore di pressione e manometro, magari valvola a spillo e poi diffusore o atomizzatore per mandare in soluzione la maggior quantità possibile di anidride carbonica.

Ci sono però prodotti che integrano il carbonio organico, sono liquidi da aggiungere periodicamente all’acquario ANCHE in aggiunta alla Co2 gassosa, come il Carbon Plus della Azoo e il Seachem Excel (quello dell’Azoo costa decisamente meno. Magari chi è proprio affezionato a Seachem può trovarlo all’estero e risparmiare qualche euro).
Questi prodotti non contengono fostati o nitrati e, dai feedback letti in Rete, sembra che entrambi funzionino bene, sempre che s’impari a dosarli bene…un po’ come tutte le linee più spinte per la fertilizzazione delle piante acquatiche.
Concludo chiedendo a quanti hanno avuto esperienze con questo tipo di prodotti per la fertilizzazione, o inizieranno a breve l’esperienza, di scrivere qualche commento utile per tutti non tanto ad approfondire la parte chimica, ostica ai più, quanto a valutare vantaggi, svantaggi, pericoli che comportano nell’utilizzo reale.
Infatti al momento ancora non ho mai testato questi prodotti, penso di cominciare in uno dei piccoli acquari in bagno nel mese di settembre prossimo.

Forse ho violato qualche regola non scritta dell’acquariofilia, qualche strana e ancestrale usanza, ma da quando ho deciso di riallestire l’acquario d’acqua dolce in salotto per provare un nuovo layout, cambiare insomma l’estetica dell’ambiente (acquario che non aveva nessun problema), si sono scatenate le forze del male.
In queste ultime 2-3 settimane non ho scritto nulla in proposito ma dovete sapere che

  1. appena allestito ho avuto un’invasione algale, 4-5 tipi di alghe di cui alcune mai viste prima…ammetto la colpa, perchè ho lasciato lo stesso fotoperiodo di 9 ore, solo che con il grosso carico organico del nuovo fondo (flourite + akadama + tabs) e pochissime piante a crescita oltretutto lenta…le alghe hanno fatto festa.
  2. ho quindi abbassato a 5 ore di luce e immesso piante a crescita veloce per contrastare le aglhe e sembrava andare tutto bene…MA
  3. ho comprato 6 Otocinclus da un negoziaccio vicino casa mia dove cerco sempre di evitare di comprare pesci (sono sulla Boccea…quindi avete capito di chi scrito, se siete della zona), dopo 2 giorni avevo tutti gli altri inquilini con i puntini bianchi dell’Ictio!!!
  4. anche dopo le contromisure (blu di metilene + temperatura a 29°), perdo TUTTI i Cardinali tranne uno…IL superstite.
  5. la coppia di Ramirezi sembra stare meglio di prima…amoreggiano, si colorano a mille e sembra la femmina stia per deporre…venerdì scorso torno dal lavoro e la trovo sul fondo con il ventre gonfio che respira affannosamente. Ora si trova in un acquarietto con il medicinale…ma ieri sera stava “più di là che di quà“, insomma credo che morirà.
  6. in tutto questo, che riguarda l’acquario grande…in uno dei 2 acquari piccoli in bagno mi son morti entrambi i Ramirezi: il maschio nel giro di 2 giorni colto da una batteriosi di quelle pazzesche, fulminanti, che in 24 ore gli aveva mangiato tutte le pinne, compresa la coda, il giorno dopo era letteralmente sparito dalla vasca, non c’era più un resto…neanche la lisca!
    La femmina invece è morta ieri, con gli stessi sintomi della prima di cui ho parlato: ventre gonfio e respirazione affannata, sintomi di batteriosi agli organi interni…anche lei in meno di 2 giorni è morta.

Insomma una strage…MAI, dico MAI, ho affrontato tanti disastri in contemporanea. Che i Caracidi fossero sensibili all’Ictio e che difficilmente si sarebbero ripreso lo sapevo…ma che in 2 acquari diversi i ramirezi si ammalassero dello stesso batterio proprio no, anche perchè i 2 acquari NON hanno contatti. Anche le taniche che uso per i cambi dell’acqua sono dedicate una all’immissione e una al prelievo.
Ora mi rimane un solo ramirezi maschio…bellissimo, piccolo di dimensioni ma coloratissimo e in splendida forma…apparentemente, che però a questo punto è meglio se si guarda bene le spalle…perchè le sue possibilità di sopravivvenza sono scarisssssime.

Dopo le recenti vicessitudini, che si sommano ai disastri con questi ciclidi nani negli anni passati, sono ormai convinto che ci sia una reale incompatibilità fra l’acqua dei miei acquari e questi splendidi piccoli pesci.
I prossimi inquilini sono stati individuati però: gli Apistogramma trifasciata, sperando in maggiore fortuna.

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