Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
11 Sep
Come inserire correttamente le piante nel substrato dell’acquario?
“piantare le piante” sembra semplice…ma può anche essere un’arte!
Oltretutto mi capita spesso di leggere “cose strane” sui forum in giro…per cui è evidente che non tutti hanno in mente i passi che intercorrono fra la scelta delle piante in negozio fino a poterle ammirare seduti sul divano.
E per finire…un video abbastanza lungo e di facile comprensione, pubblicato da Tropica.
18 Jun
Esiste la possibilità di integrare la quantità di carbonio a disposizione delle piante in acquario, attraverso l’utilizzo di alcuni prodotti chimici venduti da aziende acquariologiche.
La normale fonte di Co2 in acquario sono gli impianti con bombola di varie dimensioni (mediamente fra i 500 gr. e i 2 kg), con regolatore di pressione e manometro, magari valvola a spillo e poi diffusore o atomizzatore per mandare in soluzione la maggior quantità possibile di anidride carbonica.
Ci sono però prodotti che integrano il carbonio organico, sono liquidi da aggiungere periodicamente all’acquario ANCHE in aggiunta alla Co2 gassosa, come il Carbon Plus della Azoo e il Seachem Excel (quello dell’Azoo costa decisamente meno. Magari chi è proprio affezionato a Seachem può trovarlo all’estero e risparmiare qualche euro).
Questi prodotti non contengono fostati o nitrati e, dai feedback letti in Rete, sembra che entrambi funzionino bene, sempre che s’impari a dosarli bene…un po’ come tutte le linee più spinte per la fertilizzazione delle piante acquatiche.
Concludo chiedendo a quanti hanno avuto esperienze con questo tipo di prodotti per la fertilizzazione, o inizieranno a breve l’esperienza, di scrivere qualche commento utile per tutti non tanto ad approfondire la parte chimica, ostica ai più, quanto a valutare vantaggi, svantaggi, pericoli che comportano nell’utilizzo reale.
Infatti al momento ancora non ho mai testato questi prodotti, penso di cominciare in uno dei piccoli acquari in bagno nel mese di settembre prossimo.
2 Mar
Forse ho violato qualche regola non scritta dell’acquariofilia, qualche strana e ancestrale usanza, ma da quando ho deciso di riallestire l’acquario d’acqua dolce in salotto per provare un nuovo layout, cambiare insomma l’estetica dell’ambiente (acquario che non aveva nessun problema), si sono scatenate le forze del male.
In queste ultime 2-3 settimane non ho scritto nulla in proposito ma dovete sapere che
Insomma una strage…MAI, dico MAI, ho affrontato tanti disastri in contemporanea. Che i Caracidi fossero sensibili all’Ictio e che difficilmente si sarebbero ripreso lo sapevo…ma che in 2 acquari diversi i ramirezi si ammalassero dello stesso batterio proprio no, anche perchè i 2 acquari NON hanno contatti. Anche le taniche che uso per i cambi dell’acqua sono dedicate una all’immissione e una al prelievo.
Ora mi rimane un solo ramirezi maschio…bellissimo, piccolo di dimensioni ma coloratissimo e in splendida forma…apparentemente, che però a questo punto è meglio se si guarda bene le spalle…perchè le sue possibilità di sopravivvenza sono scarisssssime.
Dopo le recenti vicessitudini, che si sommano ai disastri con questi ciclidi nani negli anni passati, sono ormai convinto che ci sia una reale incompatibilità fra l’acqua dei miei acquari e questi splendidi piccoli pesci.
I prossimi inquilini sono stati individuati però: gli Apistogramma trifasciata, sperando in maggiore fortuna.