Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
20 Feb
Un ripasso…linko qualche video di pesci in acquario, girati a partire dal 2004. Perchè mi sono accorto di non averli mai pubblicato su questo blog!
Apistogramma pandurini (Ciclidi nani – Dwarf Cichlids) – 2005
Microgeophagus altispinosa (ciclide nano – Dwarf Cichlid)
Giovani “Angel fish” (scalari) nell’acquario tropicale (2005)
12 Feb
Un lettore che risponde al nickname di Grax, mi chiede consiglio su qualche bel Ciclide “più grande di 20 cm”.
Avendo già dei ciclidi africani, non posso consigliargli questa “grande famiglia” di pesci, amata in tutto il mondo che regala splendide soddisfazioni con uno sforzo molto contenuto, soprattutto se si ha spazio in casa per un acquario capiente.
Ammetto comunque di non essere un esperto del “settore” bestioni, quindi come grandi Ciclidi direi che rimangono quelli sud-americani, escludo il Discus: è abbastanza conosciuto perchè non ci sia bisogno di chiedere a me su un blog consigli sui Discus….
Oltretutto ammetto che parlarne bene non mi è facile…non lo è mai stato…
Personalmente la mia esperienza è limitata ad un paio di anni di convivenza con alcuni OSCAR, cioè gli Astronotus Ocellatus che ho provato a far convivere con un piccolo Cichlasoma synspilum…che se non sbaglio oggi è rinominato in “Vieja Synspilum“.
Non l’avessi mai fatto…all’epoca, anche in 340 litri e diverse grandi radici, non son riuscito nella convivenza.
Praticamente non c’è nulla di così terribile/territoriale come questi ciclidi coloratissimi (da adulti).
Se Grax però vuole provare ad allevare qualcosa di grandicello con un acquario dedicato, qualcosa di particolare, bello, e un po’ “diverso” dalle solite specie, potrei consigliargli l’“Herichthys cyanoguttatus” (prima “cichlasoma cyanoguttatum” se non sbaglio)
Per Ciclidi così grandi è consigliabile un acquario da almeno 300 litri (arrivano a 30 cm di lughezza…anche più) dove tenere una coppia adulta e dei Plecostomus (“pulitori” simili agli ancistrus).
Sono bellissimi, hanno quasi la colorazione di un Discus come tonalità di celeste, con macchie colorate sul corpo però, invece di una colorazione più compatta come nei Discus. Ho avuto l’occasione di vederne una coppia dal vivo in un negozio a Roma…e l’avrei comprata al volo se avessi avuto spazio per tenerli. Purtroppo come tutti i grandi Ciclidi non possono essere messi insieme a qualsiasi specie ci si trovi in vasca…sono acquisti che vanno ben ponderati, ogni possibile “compagno di vasca” può generare una tragedia, quindi è fondamentale documentarsi benissimo prima, soprattutto nei forum di discussione stranieri, nei quali trovare esperienze dirette da collegare SEMPRE alle dimensioni dell’acquario.
13 Jan
Un piccolo pesce questo Boraras Brigittae, come forma simile alle conosciute Rasbora, ma più scuro e intensamente colorato…con colori più intensi e saturi, e soprattutto più piccolo, 2-3 cm al massimo, tanto da essere consigliabile come ospite nei micro-acquari che sempre più sono di moda oggi sulle scrivanie, sia di grandi appassionati acquariofili che di molti neofiti.
Su qualche forum viene anche chiamato “Mosquitorasbora“.
Non ne posso parlare per esperienza personale perchè non solo non l’ho mai avuto in acquario ne tantomeno riprodotto, ma non l’ho neanche mai visto nei tanti negozi che frequento a Roma…
Le Boraras Brigittae sono comunque consigliabili appunto in piccoli acquari tropicali, con acqua acida e durezza bassa, (KH inferiore a 5°), o come unico branco di pesci in acquari più grandi. Soffrono infatti per le loro piccole dimensioni rispetto a pesci più grandi (scalari, ciclidi sud-americani, Discus, ecc.) e quindi anche se questi scegliessero di non provare a predarle, finirebbero per stare molto spesso nascoste e non mostrerebbero tutta la loro (piccola) bellezza. Dalle esperienze lette in rete, anche lo loro riproduzione è abbastanza facile, come quella di altri caracidi. Non siamo certo ai livelli di semplicità e numerosità di prole dei Guppy, però credo possa essere un buon “secondo pesce” con cui cimentarsi nella riproduzione, dopo magari aver provato appunto i Guppy o altri Poecilidi.