Acquariando

Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico

Archivio per September, 2008

E per chi non fosse passato dall’home page di Acquaportal…vi segnalo un grande articolo che riporta l’esperienza DI SUCCESSO di Matteo Algranati nella riproduzione dei bellissimi gamberetti marini Lysmata wurdemanni, che potete vedere in foto…quello in foto è proprio uno dei suoi "figli". :-)

Ricchissima di foto, completa di commenti, note ed espedienti fai-da-te, è veramente un’esperienza completa, importante perchè sfata quella diceria che gira per forum e blog internettiani, e che asserisce l’impossibilità di portare allo stadio adulto le larve di questi gamberetti, a meno di avere una colonna d’acqua di ALMENO 150 cm.
Questo perchè di diceva fosse impossibile per i piccoli gamberetti, senza un minimo di pressione, mutare il carapace, cambiare "pelle" insomma.

Insomma la riproduzione sembra alla portata di tutti…diciamo di tutti quelli che hanno già esperienza con il marino e la possibilità/spazio per tenere altre 2-3 vaschette di diverse dimensioni nei paraggi…senza far indiavolare mogli, mamme. figlie o conviventi di vario genere e titolo… :-)
La percentuale di adulti mediamente ottenuta da una riproduzione è del 10% nel caso di questa esperienza di Matteo, ma in altri casi ha raggiunto il 30%. Diciamo che il 15% mi sembra già una media mantenibile, probabilmente.
Bisogna comunque essere disposti ad affrontare difficoltà e usare molte attenzioni…e dal racconto su Acquaportal tutto questo è esplicito.

Se avessi ancora l’acquario marino…credo proprio che mi cimenterei…era uno degli obiettivi che mi ero preposto, poi i ritardi nell’allestimento della zona sotto l’acquario per ospitare un piccolo refugium, i problemi con le alghe, e tutto il resto…vabbè…sarà per la prossima volta, anche se rimane un mio pallino l’allevamento dei cavallucci marini…e prima o poi…facciamo poi. :-)

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Alcuni allestimenti prevedono la costruzione di notevoli dislivelli sulla parte posteriore di una vasca, diciamo oltre i 20 cm.
Solitamente sono realizzati utilizzando il materiale di fondo
e sono anche utili perchè alcune piante con grande apparato radicale beneficiano di uno spessore notevole di substrato…però in alcuni casi è evidente che l’acquisto di sacchi e sacchi di terre "speciali" di vario tipo può essere MOLTO costoso.
Pensiamo ad esempio a chi allestisce acquari grandi usando gli ottimi e pregiati e costosi materiali dell’ADA, nota casa giapponese.
Alternativa molto usata è anche la Flourite, ma anche lei non scherza con i suoi circa 30€ per il sacco da 7 kg…
Vi posso suggerire 2 alternative che ritengo valide, ma che personalmente non ho ancora avuto modo di provare nei miei acquari:

  1. miscelare il substrato con del GRAVELIT della PetCompany (o come lo trovate in vendita), comunque con un terricio molto poroso.
    Non ho esattamente un link da fornire perchè sono ancora in cerca di questo prodotto in vendita online…ho letto di molti che lo hanno comprato negli ipermercati, io ancora non l’ho incrociato…ma cercherò ancora. :-)
  2. inserire sotto a tutto un bel pezzo di spugnona compatta, che regga il peso, magari deformandosi ma non cedendo in pieno.
    Come in questo acquario di  Massimo Faberi
    Questa soluzione mi piace perchè, anche se non sono convinto sia più economica del Gravelit, esteticamente è meno impattante, infatti il Gravelit comunque si dovrebbe mischiare al resto del terriccio, mettendolo sotto prima o poi risale…a meno di non "imbrigliare" in qualche modo questo substrato. Alcuni utilizzano una retina di plastica o di alluminio…ma bisogna anche trovarla con le maglie giuste perchè le radici possa entrarvi, così come l’acqua scorrervi, ma il ghiaino non possa uscirne.

Entrambe queste soluzioni possono diventare un substrato per l’insediamento batterico, anche se nel caso della spugna difficilmente sarebbe però una riserva di nutrienti, al contrario del Gravelit…Il vantaggio invece della spugna è che l’acqua scorrerebbe al suo interno più facilmente e quindi arriverebbe anche più ossigeno e si eviterebbero potenziali zone anossiche (senza ossigeno) nel caso di fondi particolamente alti (diciamo oltre i 20 cm).

Per il mio prossimo layout cercherò prima di tutto il Gravelit per creare dislivelli fino a 20 cm, se dovessi vedere che arrivo ad un’altezza maggiore allora mi doterò anche di spugna o spugne da appoggiare al fondo.

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Che ne dite del Discus Cobalt Blu, ormai cresciutello? Secondo me è sempre più bello…sarà anche un ibrido, sarà costato poco da giovane, chissà da chi è stato riprodotto (se no sbaglio comunque la provenienza credo fosse PANAQUE…), però è proprio bello!!!

Ha un colore blu chiaro, quasi celeste, ma così intenso e "metallico" che veramente colpisce la vista quando si entra in casa. Per me è uno spettacolo…il fatto poi che sia sempre stato vispo, dotato di grande appetito, solo leggermente dominante rispetto al Discus selvatico (più grande, di dimensione e di età), me lo fa apprezzare ancora di più.
Immagino lo spettacolo di un acquario veramente grande che possa ospitare un branco di 20 Discus come oggi nel mio 180 litri ospito un branco di Cardinali…grandioso!

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