Acquariando

Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico

Archivio per November, 2008

Bellini…piccoli, delicati, ormai neanche tanto costosi perchè non solo i cinesi hanno copiato alla grande i bellissimi prodotti dell’ADA.
Pensate che già 7-8 anni fà un napoletano per conoscenze traverse realizzava A MANO uno per uno, soffiandoli, dei meravigliosi diffusori di CO2 in vetro, con tanto di parte ceramica per la nebulizzazione delle bollicine di anidride carbonica.
Oggi ci sono invece tante aziende piccole e grandi che hanno copiato o reinterpretato i prodotti dell’ADA, che sinceramente saranno anche giapponesi e forse super-tecnologici…ma il loro costo mi pare oltragioso…esagerato…al limite del disgustoso…
Il mio l’ho comprato "cinese" a meno di 20 euro…quelli dell’ADA ne costano circa 90…mah…

Comunque…che abbiate questi originali oppure qualche copia o prodotto simile, potete pulire la parte ceramica che spesso viene coperta di alghe con del semplice perossido di ossigeno…l’acqua ossigenata. :-)
Questo almeno in teoria…perchè il mio IN PRATICA si pulisce veramente poco…bianco come da nuovo non è mai tornato, ma alla fine l’importante è che faccia le sue micro-bolle. 

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Le elettrovalvole come quella in foto, attaccate ad un impianto di erogazione di CO2 con bombola, anche ricaricabile, hanno il compito di aprire o chiudere il flusso dell’anidride carbonica, sono infatti collegate solitamente ad un timer che ne regola gli orari di accensione e spegnimento o meglio ancora ad un PHmetro. Il regolatore elettronico di PH può appunto regolare questo valore perchè lo legge da una sonda immersa in acqua E perchè tiene aperto o chiude il flusso della CO2.

Nell’acquario d’acqua dolce l’elettrovalvola si usa per
- risparmiare la co2 durante le ore notturne, in cui le piante NON ne hanno bisogno, anzi…
- regolare l’anidride carbonica durante il giorno
- evitare, nel caso di acqua molto tenera (durezza bassa, molto bassa, prossima a 0°), che il PH possa scendere velocemente o sotto una certa soglia per eccesso di anidride carbonica (piante+bombola)

Nell’acquario marino, invece, l’eletrovalvola può essere usata anche per altri scopi, principalmente però si usa sempre in associazione con un impianto di Co2 e ancora più spesso insieme ad un PHmetro MA non per erogare Co2 in acquario, benzì nel reattore di calcio.
Il reattore di calcio è un cilindro in cui viene sciolto materiale che rilascia calcio, che andando nell’acqua dell’acquario può essere assorbito dagli organismi marini, prima di tutti i coralli duri.

Come sceglierla?
Per gli acquari d’acqua dolce è importante valutare l’acquisto dell’elettrovalvola, perchè potrebbe essere superfluo in condizioni in cui non sia ha il PHmetro e non si tenga il KH particolarmente basso. Io ne sono un esempio…in pratica potrei aggiungerla solo per risparmiare co2…
Se invece decidete di comprarla, attenzione alla qualità, perchè ormai anche questo è un prodotto che si trova a prezzi ANCHE molto più bassi rispetto a 3-4 anni fa, intorno ai 30-40 euro, però la qualità è anche più bassa e quindi le rotture più probabili. Non parliamo di sicurezza…perchè comunque mettendo a valle dell’elettrovalvola una bella valvola di non ritorno eviteremo che l’acqua possa finire in questo accessorio per l’acquario, parliamo proprio di rotture, spesso bruciature dell’attrezzo che quindi andrebbe ricomprato…
Il problema riscontrato spesso è proprio l’eccessivo surriscaldamento (quindi dissipazione del calore, spreco di energia elettrica) che prima o poi porta alla rottura. Un’accortezza può essere quella di tenere l’elettrovalvola in una posizione arieggiata, o con una ventola anche lenta davanti…ma non è facile, per cui in tutti gli altri casi consiglio di spendere qualcosa in più (circa 80-100 euro) per un’accessorio di qualità superiore venduto da società conosciute e, se possibile, con un consumo bassissimo di watt.
Pensate che cercando online ho trovato elettrovalvole per uso acquariologico (perchè se ne trovano anche per altri usi…basta poi adattarle) con consumi variabili fra i 3,5 watt e i 14 watt. Dato che il lavoro è lo stesso…ho proprio la sensazione che quella da 14 watt ne sprechi in calore…aumentando le probabilità che si possa bruciare.

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Rispondo volentieri a Rossano, che come molti è arrivato alla prima "svolta" con gli acquari, il momento di passare ad una vasca più grande, dopo il primo acquario. :-)

Vendere un acquario usato non è facile…difficile che qualcuno se lo voglia far spedire in giro per l’Italia, con il costo della spedizione e i rischi connessi…però un 80×40x50, come l’acquario di Rossano, non è grande, quindi anche come primo acquario va benissimo per chiunque, insomma meglio che cercare di piazzare uno più grande. Almeno questo…
A Roma con Portaportese è facile, fuori prova con EBAY…o Kijiji…e soprattutto nei forum di settore. Anche qui su Acquariando chiunque può scrivermi e un suo piccolo spazio lo può avere, per mettere in vendita acquari e accessori.

Ecco perchè molti mettono in terrazzo o in giardino il loro primo acquario, trasformandolo magari in un piccolo terrario, o tenendoci piante e piccoli pesci dei nostri laghi e fiumi (acqua temperata) oppure un allevamento di cibo vivo, facili ad esempio le Dafnie, le artemia già meno e si può provare anche con i Guppy, se teniamo grandi ciclidi come quelli sud-americani o africani.

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  • ***dani***: Mirko complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ! Danilo www.DaniReef.com
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