Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
18 Jan
I pesci Pagliaccio (Amphiprion Ocellaris) possono vivere in piccoli acquari?
Si…e no…ma meglio di NO!
Nei negozi di acquari ancora riecheggia “NEMO!”, sulla bocca di tanti bambini e non solo…anche i genitori lo hanno metabolizzato e i pesci pagliaccio son diventati tutti NEMO.
Addirittura GOOGLE associa spontaneamente “NEMO” alle ricerche per “pesci pagliaccio“! :-O
Ed è facile vedere in questi negozi dei piccoli acquarietti anche di 5-10 litri dove sguazzano beati piccoli pesci pagliaccio vicini ad un piccolo anemone…
E quanti pesci pagliaccio saranno stati regalati questo Natale? E quanti saranno ancor oggi vivi?
Quanti di questi poi erano “di allevamento” e quanti “di cattura”, wild, presi in natura creando un danno all’ambiente?
Non è facile tenere dei pesci marini in casa
specialmente con nessuna nozione di acquariofilia. Oltretutto i pesci marini hanno realmente maggiori necessità di “litri” di acqua, non solo perchè geneticamente abituati agli spazi aperti del mare, ma soprattutto perchè hanno bisogno di stabilità chimica dell’acqua.
E in un piccolo acquario, anche solo per l’evaporazione, è difficile mantenere stabili la temperatura, la quantità di sale disciolto, i nitrati, i nitriti, ecc.
Da genitore
consiglio SEMPRE a CHIUNQUE mi capiti sotto-tiro di regalare al bambino un acquario di almeno 30 litri, di farlo “girare” MINIMO un paio di settimane con l’acqua del rubinetto, e poi andare in un negozio di acquari a scegliere INSIEME un paio di specie di pesci d’acqua dolce che rimangano piccoli (niente Scalari…per capirci).
E per ogni pesce acquistato comprare una pianta. Quando poi il posto per le piante finisce…è il caso di fermarsi anche con i pesci.
Questo almeno all’inizio…e questa prima esperienza, magari con una specie facile alla riproduzione come i Guppy o i Portaspada o i Black Molly, avvicinerà il bambino al mondo degli acquari, capirà le esigenze dei pesci e degli altri ospiti (sono animali a tutti gli effetti, come un cane o un gatto!), imparerà che l’acquario può essere meraviglioso, ma può anche diventare una trappola mortale per i poveri pinnuti se si dimenticano alcune semplici regole…
Dopo 6 mesi, meglio un anno, con l’acquario d’acqua dolce ben avviato, funzionante e con gli abitanti in forma (flora e fauna) se il bambino vorrà ancora NEMO a tutti i costi (SE, perchè capita spesso che invece si affezionino ai proprio pesci d’acqua dolce e convincano il padre o la madre a comprare un acquario ancora più grande!) magari lui stesso o la famiglia avrà acquisito quel minimo di esperienza che li porterà a cimentarsi con l’acqua salata in modo più consapevole, sicuramente sarà tutto più semplice e le speranze di vita per il piccolo Nemo saranno superiori.
Saranno però sempre basse se l’acquario rimarrà lo stesso…piccolino. Per ospitare un pesce pagliaccio consiglio un acquario dai 60 litri in su, dove magari non mettere solo un pesce, inserendo altri invertebrati e alghe che possano creare un piccolo ambiente marino.
Quando allora si possono tenere i pesci pagliaccio in piccoli acquari marino-tropicali?
Quando nella stessa casa c’è un acquario più grande già avviato, questo consentirà di prelevare acqua pulita e “matura” ogni volta che si vorrà, inoltre si avranno a disposizione sicuramente tanti accessori, prodotti, mangimi, test, che aiuteranno anche con il mini-acquario.
16 Jan
Approfittiamo della sterlina bassa e…compriamo qualcosa sul mitico sito PLAY.com, per acculturarci sull’acquariofilia e anche per guardare qualche bella foto di acquari sparanzati sul divano? Il sito è assolutamente affidabile, io stesso ho comprato alcune volte e l’unica pecca sono i tempi di consegna, variabili…ma la disponibilità invece è quasi sempre entro le 24 ore, quindi ottima. Oltretutto è quasi sempre GRATUITA!
Ecco una lista di libri di acquarioflia interessanti e dal prezzo ormai abbordabile, non credo che la lingua inglese sia un problema…o sbaglio?
Anche perchè in Italiano non è facile e neanche economico trovare testi dedicati all’acquariofilia, ai pesci tropicali, ecc.
14 Jan
La piccola serra dell’Ikea, una specie di serra miniaturizzata, ospita solo 3 piantine però riesce nell’intento di mantenere costantemente più elevata l’umidità al suo interno, rispetto all’intero salotto.
Per aiutare questa situazione, con l’obiettivo di tenere l’umidità sopra il 70% per quante più ore possibile, ho incollato un foglio di plastica sul fondo, attaccandolo alle pareti laterali, così che le gocce possano tornare sul fondo senza bagnare il legno della cornice in basso.
Poi ho cosparso il fondo con della corteccia di pino, uno strato uniforme di un singolo pezzetto, quindi basso il più possibile, e poi ho messo come cornice "estetica" dei sassi piatti, cha in minima parte aiutano comunque anche a tenere in basso l’umidità.
Ho poi appoggiato alla parete posteriore un sottilissimo pannello di sughero.
Con queste aggiunte, "spruzzettando" l’acqua allegramente al mattino (d’osmosi mista ad acqua degli acquari) il sughero , il fondo di corteccia e le foglie delle piante, l’umidità arriva al 90% in pochi minuti…per poi scendere al 60-65% dopo 8-10 ore, contro il 45% presente mediamente in casa.
Al mattino successivo la ritrovo al 60%.
Ho quindi preso l’abitudine si spruzzare molto al mattino, prima di andare in ufficio, e al ritorno prima di cena spruzzare ancora un po’ d’acqua, ma non direttamente sulle piante.
P.S.: ho comprato un terrario dell’Ottavi, prossimo orchidario, da posizionare in camera da letto, DENTRO il mobile guardaroba. Sarà uno spettacolo…ma questa è un’altra storia!