Acquariofilia e acquari: la mia passione per piante, pesci e mondo acquatico
1 Jan
LA SCHIUSA
Arrivate le uova acquistate con l’amico Valerio (anche lui socio del CIR), tutte avevano come “data di schiusa” consigliata il 25 dicembre… dato che la data era alquanto scomoda per ovvi motivi, ho iniziato un paio di giorni prima a schiudere 2 specie, per primi i Notobranchius Palmquisti e dopo 8 ore i N. Eggersi, per poi schiudere i N. Guentheri il 26 dicembre.
Anche perchè le uova viste con la lente sembrano proprio pronte alla schiusa.
Anzi… le abbiamo osservate insieme al microscopio, con tanto di foto e un bel video montato da Valerio, eccolo qua
Questo il recipiente usato: piccolo, di plastica, abbastanza ampio però per spargere uniformemente la torba con le uova, nella speranza di farle schiudere al meglio e per prelevare poi i piccoli con facilità. L’operazione occupa diverse ore, diciamo anche giorni, quindi fate in modo di tenere la vaschetta in un posto dove possa stare un paio di giorni senza che nessuno la tocchi.
Trasferimento (in vaschetta almeno ossigenata)

Li ho trasferiti nell’acquario che vedete in foto, dove ho inserito una “vaschetta di garza” (quelle classiche formate da una semplice intelaiatura di plastica, con intorno una specie di retina per capelli dalle maglie però più fine) e in 2 bicchieri di plastica da 200 cc. con il fondo permeabile (un pezzo di calza tirato e incollato ai lati), agganciati al bordo dell’acquario, con 2 tubicini a portare ricambio di acqua nei 2 bicchieri. Nel box di garza infatti l’acqua entra ed esce benissimo anche dai lati, c’è insomma sempre del movimento all’interno e quindi scambio di acqua.
In queste vaschette create per beneficiare della temperatura e stabilità chimica di un acquario “grande”, ho inserito un paio di steli di Ceratophillum, un po’ di muschio di java e 2-3 lumachine a fare da spazzine. I killifish dovrebbero rimanervi 2-3 settimane, il tempo di vederli crescere abbastanza per spostarli negli acquari a loro dedicati.
La situazione attuale è la seguente:
Questo è ciò che accade in natura a questi magnifici animali
10 Jan
Salutiamo 3 dei 4 bellissimi pesciolini rossi, con riflessi blu, della famiglia dei Killi, nati a del 2008, i Nothobranchius korthausae red.
Questi piccoli pescetti li ho schiusi da uova provenienti dall’oriente, a metà marzo del 2007. Sapevo che non sarebbero vissuti a lungo, 10-12 mesi è il "loro tempo", quindi ero preparato.
Devo dire che almeno ho avuto la piacevole sensazione che non abbiano sofferto, li ho trovato morti senza segni di sofferenza nei giorni precedenti, a distanza di 2-3 giorni l’uno dall’altro. Ho anche fatto dei cambi del 30% d’acqua dopo ciascun decesso…quindi sono praticamente certo che derivino da cause "naturali" e non da problemi ai valori dell’acqua nell’acquario in bagno, altrimenti con molta probabilità sarebbero stati prima i Platy a dare segni di malessere.
Ora aspetto con tranquillità che anche l’ultimo Nothobranchius lasci il mio piccolo acquario…e forse un giorno proverò ancora a schiudere uova di Killifish…chissà…
11 May
Un bel viaggio e un bel ritorno…non perfetto perchè da domenica ho preso un’infiammazione alla gola che mi stò lasciando alle spalle solo oggi…
Però a parte questo la vacanza a Barcellona è stata tranquilla, interessante, con sole il 90% del tempo e ricca di foto…tutte mezze schifezze perchè la mia Canon A540 ha continuato i suoi deliri di esposizione, per cui solo un grosso lavoro di post-produzione mi ha fatto salvare 100 foto, di cui discrete forse una 10ina.
Però il bello è che mercoledì, al mio ritorno in ufficio…ho trovato un bel pacchetto dalla Svizzera (ebay) con dentro una Nikon d50, reflex digitale, come avevo già accennato. Fotocamera in perfetto stato, veramente, sembra nuova, credo di aver fatto un buon affare in fin dei conti e ho chiaramente scattato subito le prime fotografie. Niente di ragionato, qualche scatto buttato li per vedere senza neanche aver letto le istruzioni come sarebbero venuti i suoi scatti.
E devo dire che con la Canon compatta c’è un bella differenza (quelle che vedete in questo post sono state scattate appunto con la Nikon d50).
Anche solo in modalità auto e con la sensibilità ISO bloccata a 200 quando sulla Canon può scendere a 80, la qualità delle foto è notevolmente diversa. Ho fatto anche delle prove a parità di soggetto e condizioni…
Con l’uso del flash poi non ne parliamo…la Nikon scatta delle belle fotografie, la Canon delle robe appena decifrabili.
E quindi ho fatto qualche foto anche i Nothobranchius korthausae red, che sono cresciuti nettamente negli ultimi 15 giorni e ora i maschi sono tutti coloratissimi, con 2 o 3 che si fanno le parate a vicenda per impressionarsi…e credo impratichirsi.
Femmine adulte, stranamente, non ne vedo…ho tutti pesci grandi colorati in modo pieno di rosso con riflessi azzurri, e qualche pesce più piccolo che non è colorato…ancora. A ben sperare credo che mi ritroverò con 2-3 femmine e 8-10 maschi…e non è una bella situazione, anche dando qualche pesce agli amici non potrei dar via che una femmina, per tenerne almeno 2.