Reattore di FitoPlancton, come costruirlo e perchè?

Reattore Phytoplancton "boccione"Ebbene si… più volte ho avuto voglia di costruire un “reattore per il plancton“… e non sono un pazzo, ad esempio tenere in vita il phytoplancton (fitoplancton) non è molto difficile, se escludiamo la parte iniziale, cioè il reperimento degli inoculi iniziali: anni fa si passavano solo da acquariofilo ad acquariofilo, dovevano cercare negli  istituti di biologia universitari, oggi sono molti sia gli appassionati che li vendono online sia i negozianti che si sono attrezzati per produrne loro stessi o comunque averne sempre un po’ disponibile. Parliamo  principalmente di 3 microalghe che vivono in acqua salata, le più utili nella gestione di un acquario marino: TETRASELMIS, NANNOCLOROPSIS, Isochrysis.
Ecco perchè c’è qualcuno che non solo si è costruito questo reattore fai-da-te semplice e cicciotto oppure quest’altro, lungo e smilzo, ma ne ha anche scritto un articolo… e ha trovato Acquaportal che gliel’ha pubblicato. 🙂

Quanto phytoplacton dosare in un acquario marino di barriera “medio”?

Come per tante altre cose che riguardano gli acquari marini, non c’è una regola FISSA e inderogabile, ma solitamente si parte con un dosaggio basso ad esempio di 5ml/100litri al giorno. Questo vi è utile anche per capire di quanto liquido potreste aver bisogno e, ad esempio, decidere di non allevarlo in casa ma comprarne un po’ alla volta online da chi già lo produce… meglio poi se lo trovate nella vostra stessa città.

nannochloropis e altre 2 alghe marine (phytoplancton)Se infatti siamo fra i fortunati a non avere problemi di spazio e/o di estetica nei pressi dell’acquario marino di barriera, ecco che un bel reattore di fito, meglio 2, 3 o più “in batteria”, diventa un’integrazione MOLTO utile all’alimentazione degli invertebrati, e anzi diventa fondamentale per la riproduzione di alcune specie animali!
Pensiamo ai piccolissimi pesci, oppure alle specie di coralli più difficili da alimentare, che alle volte richiedono l’alimentazione quotidiana manuale tramite “pipetta”… magari in zone dell’acquario anche difficili da raggiungere. Infatti sulla base di questo progetto di reattore, possiamo farne uno anche per il plancton animale (zooplancton), che alimenteremo con quello vegetale (phyto)

La difficoltà di questi processi sta nell’evitare contaminazioni, sono colonie che possono “sporcarsi” facilmente e collassare in poche ore. Per il resto diventa questione di spazio, spesso in una casa non è semplice trovare un angolo riparato… alla vista della moglia, infatti più di uno riesce ad organizzarsi dentro al mobile che ospita la SUMP negli acquari marini.

reattore doppioIn vendita esistono anche dei reattori pronti e fatti, ma devo dire che il costo è spesso eccessivo rispetto ai componenti e volendo si può ridurre al minimo la complessità. Io stesso in passato ho usato delle semplici bottiglie di acqua minerale, ben lavate, tucini e raccordi da impianti d’irrigazione e il solito areatore. Il tutto messo vicino ad un tubo al neon.
Però per fare le cose per bene i 2 progettini linkati sopra sono sicuramente più comodi nell’utilizzo quotidiano, soprattutto in acquari piccoli per il dosaggio della “coltura” in acquario.

Luce
Possibilmente dai lati di una colonna d’acqua, comunque che copra la maggiore superficie possibile, con un fotoperiodo di 16 ore è sufficiente, ma 24 è ancora meglio! Qualcuno usa anche l’alternanza luce-buoi di 8/2 ore

Areazione:
L’aerazione permette all’acqua di coltura di assorbire il diossido di carbonio, che si trova nell’aria in quantità relativamente piccole, ma è necessario alla fotosintesi.

Movimento:
necessario non sia troppo forte per non generare schiumazione ma non troppo debole perchè si creino sedimenti. Serve trovare la giusta quantità e dimensione delle bolle d’acqua. Non va usata ad esempio una pietra porosa, produce bolle troppo piccole che creano schiuma.

Fertilizzante:
Le alghe hanno bisogno anche di… mangiare! Insomma vanno fertilizzate con nitrati, fosfati e silicati, ma anche con metalli in tracce e vitamine (B1,B12 in particolare). Oggi esistono diversi fertilizzanti commerciali appositamente studiati per allevamento si fitoplancton.

Semplificando al massimo, il ciclo di vita di una coltura si può riassumere in questo modo:

  1. si aggiunge il 100% di acqua salata e fertilizzata all’inoculo iniziale. Quindi se acquistiamo un litro possiamo ad esempio usarlo per far partire 2 colture da 1 litro ciascuna
  2. la coltura iniziale sarà di un verde chiaro, verde mela per capirci. Sarà ossigenata e illuminata fino a diventare con il passare dei giorni sempre più scura.
  3. Se vira al marroncino… sta morendo.
  4. se arriva ad essere del colore dell’inoculo acquistato, un bel verde BOSCO, allora è il momento di somministrarla in acquario   e nello stesso tempo far partire altre colture inoculandole con parte di questa.

3 Comments

  1. Ciao sono Emilio io sto cercando di riprodurre i pagliaccetti mi hanno detto che quando nascono devo dare da mangiare il fitoplancton vivo ma non ho trovato nessuno che lo vende mi puoi dare qualche indicazione?
    Ciao per favore fammi sapere

    Post a Reply
    • E’ un po’ più complicato… i pesci non mangiano il fitoplancton, questo lo devi dare allo zooplancton.
      Ma se cerchi su Google “riproduzione amphiprion ocellaris” vedrai che trovi almeno 2-3 articoli in italiano molto ricchi di info, se l’inglese lo mastichi poco.

      Post a Reply
  2. Il fitoplancton lo trovi abbastanza facilmente nei negozi. Ma con il fitoplancton devi alimentare lo zooplancton, ovvero i rotiferi, che poi userai per dare da mangiare ai pagliacci appena nati.

    In bocca al lupo

    Danilo

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code
     
 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.